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Visualizzazione dei post da 2018

Di porte aperte non si può morire

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Catania.
Novembre 2011.

"Ciao, questo è l'ultimo messaggio che ti scrivo. 
Non mi sento di considerare chiusa un'amicizia senza sapere il perché. In effetti, non ci sono stati litigi, né altro. Vorrei solo sapere cosa sia successo e "perché" me lo sia meritato. 
Se ci tieni un minimo a me, penso di meritarmi due parole, siano pure per mandarmi a quel paese. Vorrei solo saperlo. Potrei ripetere mille volte queste frasi, ma che senso avrebbe? 
D'altra parte che ti considerassi un fratello, a te non è interessato. 
Se ti volessi bene o no, se ci tenessi a te o meno... tu lo sai. Pensaci"

***
Milano.
Febbraio 2018.

Scrivo veloce perché il tablet verde acqua potrebbe abbandonarmi da un momento all'altro.
Ho letto l'ultimo post di DoppioGeffer ("Quel filo nero che ci unisce") tutto d'un fiato, alla quarta o quinta riga ero già in lacrime perché avevo capito dove andasse a parare, e non ho potuto che pensare... quanto tempo perdiamo nella …

#1

Il vento batteva forte sulle finestre
i rami degli alberi di ulivo ci accompagnavano con la loro sorda litania il lento tintinnare delle foglie ci accarezzava come te mi sfioravano senza parlare. 
Il dolce sapore di anni mai trascorsi delle rinunce e dei sogni ci pervadeva e calmo  quasi immobile come il buio senza stelle
quella notte in cui fui abbandonata.

Restasti con me
come con me oggi resti
ripercorrendo tutte le occasioni perse
cosciente di non essere stato pronto
e di esserlo fino all'inverosimile.

A tenermi per mano qualunque cosa accada
per quel che può valere mi troverai al solito posto
lì ferma in un angolo ad osservarti
in silenzio ad ascoltare la magia delle tue note
con le lacrime agli occhi, persa tra le tue melodie.