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Lezioni di vita

Dopo una cioccolata con la mia migliore amica ho volontariamente chiesto di non riaccompagnarmi a casa, l'odore familiare della mia città mi avvolgeva e non volevo perdermelo.
Il tramonto fra le strade della mia infanzia, l'affollarsi della gente attorno ai negozi, all'antivigilia, sembrava accogliermi nella commistione con quella malinconia che mi accompagna, ogni volta che ritorno. Era il Suo "bentornata".
Sono tornata tardi quella sera. Tardi per i miei standard, tardi per mia madre che non tenta neanche più di aspettarmi come faceva prima. Compreso che ormai son grande, o forse, per sua stessa ammissione, per la sua stanchezza che inizia a farsi sentire.
Stava ferma come io sto ferma nella mia vita, attonita, sonnecchiante o forse no, a chiedermi se andasse tutto bene. Raccontata la solita stupidaggine inventata sul momento, andavo a struccarmi e andavo a dormire. Ma stavolta no.
Che qualcosa stia cambiando è evidente.
Sono lezioni che la vita mi sta snocciolando pian piano.
Che io sia felice e mi sia concesso esserlo.
Che io sia in grado di gestire la mia vita e il mio lavoro in qualche modo.
Che quegli amici che dicevano di esserci non ci siano e che debba lasciarli andare.
Che l'amore ti sorprenda quando meno te lo aspetti.
Chiamatelo regalo di Natale, chiamatelo as you want.
Saranno le candele alla vaniglia che ho comprato, sarà la rosa bianca screziata con nebbiolina al seguito che ho ricevuto dopo, sarà il gelo che qui non sento mai anche se onnipresente.
Sarà che a casa è tutto diverso, e non è ancora arrivato il momento di tornare.
Un po' come in "Nuovo Cinema Paradiso", quello che dice Alfredo è vero.
Deve passare tanto tempo per poter tornare, per ritrovare la propria "casa".

M.

Commenti

  1. "che io sia felice e mia sia concesso esserlo" ..perché la felicità è uno stato d'animo, di un soggettivo pazzesco. Come la vita. ;)

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