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Visualizzazione dei post da 2017

Amo credere

Ero rimasta tutto il giorno a letto, sfatta dalla situazione e dal silenzio che ci sovrastava. Amo credere che sia stato il giorno più bello della mia vita, il giorno prima, nella pace e in quello stesso silenzio, che così tanto mi abbagliava, come il più cocente e il più sperato di tanti identici raggi di sole.
Aveva uno sguardo diverso da quanto potessi in quel momento ricordare. Gli echi di anni e anni prima mi rimescolavano dentro, rievocati a poco a poco in quel quasi celestiale silenzio, animata dal desiderio non fine a se stesso di sentirmi viva e amata, scoprendomi per una volta quasi viziata da un uomo del quale mai avevo avuto modo di immaginare i reali sentimenti.
Restavo per una volta immobile ma non immobilizzata, prigioniera di un sogno ed in qualche modo libera, di poter dire tutto ciò che speravo, che volevo, che... non lo so.
Era diverso dall'uomo che ricordavo, eravamo diversi dopo anni di separazione, voluta dal destino, dal caso, dalla sua volontà, portato com&…

...era anche ora per te, Martina

Va bene così.
Va bene questa calma, va bene questa musica che mi pervade.
Va bene tutto quello che sta accadendo, ciò che accade ha quasi del mistico.
E non ho altro da dire su questa faccenda.
No, proprio niente, cito Forrest Gump senza virgolette, parafrasi di tutto quello che può accadere, delle sorprese che ti travolgono.
"Era anche ora per te, Martina", mi ha detto con un sospiro.
"Era anche ora per me", ho risposto.
Perché a volte può andare proprio nel modo nel quale non ti aspetteresti proprio.
Il momento in cui un raggio di sole ti pervade, due occhi ti entrano dentro senza chiedere il permesso, riaprono squarci mai esistiti consapevolmente, mai neanche lontanamente immaginati.
Il sapore di una quotidianità che non credevi che per te sarebbe mai esistita, accarezzando questa tastiera come il petto di un uomo che per te non è un mistero ma che ti sembra di aver conosciuto per anni, accarezzando la sensazione che qualcosa possa cambiare. Cambiare sul serio, …

18/11/'08-18/11/'17

Questo è il mio 100esimo post.
Ho scritto tre versioni senza mai pubblicarle, dovevo chiudere un'epoca in qualche modo.
Alla fine oggi mi sono decisa.
Chiudendo un'epoca con te, chiudendo un lungo percorso.

Ho deciso di finire così come abbiamo iniziato. Dicendo che ci vorremo sempre bene, qualunque cosa accada. È così che è sempre stato, è così che sempre sarà.
Che la parola fine l'abbiamo messa mesi fa è risaputo, quello che stiamo facendo oggi è diverso. È tutto diverso.
Ricomincio dove ci siamo lasciati qualche minuto fa. In sostanza, una vita fa.
"M., sei importante per me", dicesti pieno di timidezza appoggiato ad un muretto, guardando in basso mentre il vento mi scompigliava i capelli lisciati con tanta fatica.
Capivo solo che non mi volevi, mentre invece dicevi l'opposto.
Voglio lasciare questo mio pensiero, questa mia dedica.
Nella data del nostro anniversario, nella data del nostro matrimonio.
Quello mai celebrato, quello che... è meglio così.
Ti vor…

Il mio addio

Anche se questa fosse l’ultima volta che scrivessi di te, di te i miei pensieri sarebbero pieni.
A te che riemergi dalla memoria nei miei più atroci incubi, così felice, così come mai ti ho reso. Mentre l’alba accompagna i miei sfuggenti sonni Turbati, mentre tu accanto a lei riemergi Dalle tenebre coccolato e soddisfatto ogni tuo più dolce Desiderio, mentre queste mie lacrime salate Solcano il mio volto, bruciano come il rimorso Di averti perso, scavano come il rimpianto Che sempre ci accompagnerà, la cattiveria falsa come falso è il mio sarcasmo. Resteranno queste le mie ultime parole Come il tuo ultimo abbraccio Come il nostro ultimo bacio Così lontano e così vicino, come la distanza che ci ha sempre uniti. Resteranno le urla e le lacrime che ieri Mi hanno ancora mostrato la profondità del mio amore E della mia passata ipocrisia. E di come abbia gettato al vento la mia vita E di come abbia gettato al vento i miei sentimenti Per una forza che non ho mai dimostrato di aver…

Vecchi ricordi e nuove illusioni

Mi tengo i ricordi, quelli belli,
quelli per cui la pelle trema ancora
quelli per cui la luna era gigante
e le stelle cadenti più imponenti.
Mi tengo i silenzi, quelli atroci,
quelli per cui la fame ci prendeva all'improvviso
fame di amarci e di strapparci l'anima
quelli per cui le notti erano infinite
e  le lacrime quasi una droga.
Li sto tenendo qui con me
spogliata da ogni paura, mentre
la vita scappa via da me
e domani sarà un altro giorno
un'altra vita
un altro sogno.
Mi tengo stretta a te
ancora per un minuto
a te che non sai che dire
a te che non sai che fare
di una ragazza che neanche
conosci,
e ti sta affidando tutta se stessa.
Se ne andrà come gli altri
nel rimpallo qualche pezzo di me
lo lascerà volar via
palla al centro si va avanti
avanti come se non fossi mai esistita.

Opposites attract

Io proprio non sopporto le coppie ben assortite: non ci posso fare niente, ci ho provato a tollerarle, mi danno il voltastomaco. Nel prevedibile perbenismo che le costituisce, in cui tutti son così contenti per loro e loro sono così già tristemente accoppiati dopo circa 3 minuti netti, la noia subentra in tempi record. Vuoi le crisi del settimo anno? Arrivano prima. Perché? Perché quando la luna di miele emotiva finisce, quando si smette anche di litigare perché conosci già la risposta dell'altro, cosa vuoi trarre di nuovo? Ed ecco i nuovi stimoli cercati altrove, i tradimenti, questi stimoli sempre più giovani, più strani o più brutti (accade anche questo) o semplicemente diversi. Sì, diversi, e la risposta dell'abbandonato è sempre la stessa domanda: "cos'ha più di me?" Niente, era solo diverso. E non è colpa di nessuno. L'amore c'era, l'affetto c'era, ma avevate sbagliato tutto sin dall'inizio. Come fai a crescere se di fronte hai una c…

...lista della spesa

Che ami arrivare in anticipo.  Che ne sappia di musica precedente al '97.  Che ami la buona cucina.  Che sappia cucinare (non mandatorio, tanto ci penso io).  Che apparecchi e sparecchi (ai piatti ci penso io).  Che sopporti un continuo cantericcio della sottoscritta.  Che ami la gente che dopo aver blaterato per ore dimentichi di cosa stesse blaterando.  Che ami le serie tv ma non mi giudichi perché non guardo GoT (...sì, lo so, sacrilegio).  Che sia dolce, ma non troppo.  Che ami le sorprese, perché sono tremenda.  Che abbia un'aria distinta, quel certo-non-so-che di Uomo vissuto, ma che mantenga quella certa ingenuità, integrità, non lo so.  Che ami una scema capace di rovinare tutto in cinque minuti per inezie.  Che ami me, per come sono. 
Insomma, datemi un Colin Firth nel primo "Bridget Jones" e non parliamone più!















L'indipendenza

Dille che la ami anche se ami me. Liberami da noi. Era tutto quello che riuscivo a pensare.
La strada profumava della mia vita passata, il mio vestito lungo che mi faceva sentire dieci chili meno era troppo leggero per la brezza della sera.
Non mi guardavi. Solo il buio attorno.
Ricordo ancora bene la sensazione che se non fosse accaduto nulla me ne sarei pentita, così come se fosse accaduto.
Ricordo ancora bene la sensazione che qualcosa di mio fosse stato usurpato così come lo era stato qualcosa di te, mentre ci strappavamo l'anima di dosso.
Ricordo che piangevo e non te n'eri reso conto. Ciascuno di noi due era da un'altra parte, in qualche cantuccio dei nostri ricordi, ciascuno a modo suo.
Tutto era stato annullato. Mi chiamavi ancora amore. Ero di nuovo la tua dea.
Nulla aveva più importanza, coi vestiti andava via la rabbia, andava via il dolore della lontananza. Quando per la prima volta mi hai guardata sul serio, come non facevi più da anni che in quel momento mi s…

Scrivo ancora

Scrivo ancora, scrivo di te
nascosta nel buio, fra le note
delle nostre canzoni sussurrate,
nel dormiveglia di notti
non ancora iniziate;
il calice in bilico sul precipizio
di ciò che non siamo mai stati
cadrà sotto al peso di nuove disarmanti
rivelazioni:

che certi amori sono come mali incurabili
che certi legami sussistono oltre anni di lotte intestine
e distanza incolmabili, sopravvivono ad altri amori,
ad altre passioni,
anche ai loro più terribili carnefici:
a noi.


Il peso delle parole non dette

Riesco a immaginare la tua immagine rabbiosa, i tuoi capelli scompigliati, le mani spaccate dai pugni scagliati sull'armadio, lo stipite della porta che non è mai stato riparato, i miei ultimi enormi regali sparsi per la stanza, il silenzio dentro alle tue cuffie, la tua testa che scoppia al mio pensiero.
Riesco a immaginarti in tutto quello che mi hai detto e in tutto quello che non mi hai detto mai, che hai detto a tutti fuorché alla persona alla quale avrebbe avuto senso comunicarlo, la triste lista di particolari di tradimenti mai avvenuti e mai consumati coi quali molto lontano da qui sanno tutti come additarmi come meretrice. Vorrei non fartene una colpa, del fatto che dici a tutti di volermi denunciare, che tutti sappiano dettagli della mia vita privata senza che ti abbia autorizzato a parlarne, delle mie confidenze, di tutto.
Vorrei lavare con l'acqua di un'ennesima doccia il dolore che provo per ciò che vorrei non sapere che tu stai dicendo in giro di me, ma che s…

Avanti il prossimo

A un certo punto ti stanchi di rimandare i tuoi sogni a settembre, alla prossima stagione, alla prossima volta, alla prossima occasione che non ci sarà mai. È inutile mentire a se stessi di fronte all'evidenza, ascoltare l'inesorabile passare del tempo tintinnare crudele che comunque è tardi. Ti lasci andare, cambi strada, ricadendo negli stessi errori perché il tuo carattere è più forte dell'esperienza e tu sei più fragile di quelli di cui ti circondi e ai quali hai dato fin troppo poco spazio per cercare di comprenderlo. È la tua fine, parli del niente e tutti sembrano sapere tutto. Resti là, impietrita, un'altra volta. Rivestita dei tuoi racconti futili, dei tuoi sogni di bambina. Ti sembra di rivedere come in un film tutte le tue delusioni, tutti i tuoi errori, il tuo cuore prostituirsi per un briciolo di affetto, perché sei fottutamente complicata e sarebbe terribilmente semplice risolvere i tuoi problemi. Non hai le forze, la voglia, di spiegare. Lasci tutti atta…

sfogo del periodo

Li leggo gli sguardi della gente. Chi mi squadra dall'alto in basso - non che ci voglia molto data la mia "altitudine" - chi mi fa la radiografia ogni santo giorno ma dice in giro che non sono granché, chi mi ritiene saccente, chi pensa che essendo meridionale io abbia un quoziente intellettivo automaticamente più basso, chi ignora qualsiasi mia richiesta ritenendola a priori errata... e li guardo, sfilare dall'alto delle loro posizioni strategiche, giudicarmi, addebitarmi colpe non mie, ignari di quanto faccia realmente, ignari di quanto possano farmi male, ignari di quale bagaglio di vita io porti il peso o di cosa mi abbia portata qui, a vivere, giorno dopo giorno, nella loro misera realtà che per me è oro, guadagnandomi giorno dopo giorno il pane che mi metto in tavola da sola, essendomi costruita da sola, chiedendo il permesso, pur avendo il diritto di stare dove sto, essendomelo guadagnato, giorno dopo giorno con il mio lavoro. Mi sento di troppo almeno 10 volt…

Nonostante noi

Davanti a tutto quello che la vita ci pose come ostacolo
Rimasi come illusa, che tutto ciò che avevamo
potesse avere un senso che io e te non avremmo mai compreso.
Amando e sopportando rimasi con te
Fino a che non fu palese il mio inganno
Fino a che le lacrime non mi misero di fronte al fatto
Compiuto, e di lacrime e pioggia mi nutrii fino a che non mi salvasti ancora.
Mi desti un ultimo bacio mentre guardavo altrove
E restavo immobile di fronte al disastro che riuscivo a presagire
Il fardello di una vita che poco a poco mi mostrava cosa significasse vivere
Amare sognare ritrovarsi  e mai perdersi,
nonostante noi.

Last whispered song

Che resterò come una canzone sussurrata
come tutte quelle che cantavamo insieme mano per la mano
te lo prometto con le lacrime agli occhi.
Che le stelle smetteranno di urlare la bellezza dell'inverno
dell'aria rarefatta e dei nostri abbracci
te lo giuro su ciò che ho di più caro.
Che le nostre tracce non resteranno sulla sabbia
memori di estati fuggenti e gioventù persa
lo garantisco sulla casa che non abbiamo mai abitato.
Come piccoli frammenti o graffi o baci sfiorati
il brusio va scemando nel gelo della lontananza
resto sola sul ciglio delle strade che non abbiamo mai percorso insieme
colpevole come amo negare di essere.
Mentre il piano scordato ci saluta con un requiem 
mentre le chitarre non ci accompagnano più all'altare
mentre le note scorrono ignorando
che qui è passato un uragano.

Che resterò come una canzone sussurrata
come tutte quelle che ti cantavo mentre dormivi
te lo prometto con le lacrime agli occhi.

Sweet dreams, bad dreams, nightmares

Non c'erano confezioni regalo che si meritasse. Era già tutto uno strano susseguirsi di avvenimenti, quell'ultimo periodo. Si era agghindata come sempre, come un primo giorno di scuola. Una parte di sé sarebbe rimasta sempre diciassettenne. Lo era sempre stata.
Due su tre. Forse qualcosa in più. Possibilità che il regalo gli piacesse... Totali.
Gli aveva preannunciato che sarebbe rimasto stupito dalla sua ottima memoria. Sapeva che sarebbe andata così. Che avrebbe apprezzato in silenzio. Tenuto a bada, come sempre, ogni barlume di reazione. No, non capiva cosa ci fosse al tempo.
Aveva in mente molte cose, forse troppe. Nella sua totale disillusione che qualcosa potesse realmente cambiare, avanzava senza speranza alcuna verso di lui, verso il tuo solito cantuccio, abitudinario come sempre, bello, forse no, intraprendente, quello sempre.
Non l'aveva più guardata negli occhi, non le avrebbe mai più dato modo di esprimersi.
Gli aveva detto di non esserne più uscita, era rimasto imp…

La risposta

Primo gennaio.
Post sbronza.
Post notte quasi insonne.
Post non so cosa.

A lavoro tutto ok? Sì, come sempre.

***
Cosa resterebbe di un lungo bacio di addio
se le lacrime non continuassero a scendere copiose
e il freddo ci gelasse le mani ma non il cuore?
Se le tue braccia smettessero ora di stringermi
se i miei anni non fossero più un peso
se il nostro futuro non fosse più così poco roseo
se io ti amassi come ti meriteresti.
Cosa resterebbe delle nostre mani
adesso vuote,
dei nostri sospiri, 
ancora sospesi,
delle nostre notti senza tregua?

Ti amerò, ti amerò ancora
anche se dovessi illudermi di amare altri.

***