martedì 12 luglio 2016

Hai mai avuto il desiderio profondo di fuggire?

Ad un certo punto pensi anche di potercela fare, a sopravvivere, dico.
Dicono che ad un certo punto venga anche naturale.

Di fronte a tutti i dubbi che mi stanno tormentando e privando del sonno, sono rimasta pressoché senza sicurezze, tanto da iniziare a chiedermi dopo la promozione a cosa servisse restare nella mia azienda. "Piccola bambina ingrata", riesco quasi a sentire le urla dei miei conoscenti nella mia testa.
Oggi ho concluso tutto ciò che potevo concludere e sono scappata via.
Il mio lavoro mi riesce a dare soddisfazioni, sono brava. Ma poi? Cosa c'è dopo?

Hai mai avuto il desiderio profondo di fuggire?

Questa domanda retorica me la pongo ogni giorno quando mi sveglio e ogni sera quando vado a dormire. Come se tutti i legami, tutti i vincoli che prima sentivo inutili, superflui, adesso stessero riaffiorando con prepotenza, prendendosi gioco di me, buttandomi giù, facendomi affogare.

So nuotare bene nelle tempeste. 
"Non dovresti prendere questo come stile di vita, M.!"

Una volta mi hanno detto che non sono mai davvero soddisfatta di ciò che faccio, quindi devo rovinarlo. Dovrei andare da uno psicologo, uno bravo... ma cosa scoprirebbe?
Qualcosa di cui sono già a conoscenza da anni.
Quando cresci a pane e insoddisfazione, va così.
Quando non è mai abbastanza, è quello il tuo metro di paragone.
Il tuo massimo raggiungibile è l'insoddisfazione.

Eccomi, a 27 anni, a non sapere più cosa voglio della mia vita, ad essere insoddisfatta e a non sapere più neanche di cosa, pronta a buttare tutto per chi, per cosa...

Perché sono troppo intelligente e finisco per comportarmi da stupida perché devo creare un rapporto causa-effetto con una vaga parvenza di logicità.

Suppongo che da qualche parte nella mia testa, il mio unico desiderio sia di voler fuggire da me, ma non credo sia possibile al momento. Vedrò di schedularlo con più attenzione la prossima volta.

Saluti (sclerati),
M.

domenica 3 luglio 2016

Folgorata

A volte ci ripenso, al primo periodo del mio trasferimento, alle persone che mi sono state accanto, a quelle che ho conosciuto.
Al perché chiesi informazioni su un corso e raccontai tutta la mia vita in una frase, ma quella stupenda persona che subì cotanto trattamento non se n'è più andata... e mi sono sempre domandata il perché. Quei pochi punti di riferimento che ho qui, quelli veri, quelli che sanno perché "chimiconoscelosa".
Il fatto è che stando agli annali il 3/7/2012 probabilmente non credevo mi sarei laureata neanche nel 2013.
È la vita che ti sconvolge... non siamo noi.
Perché sono un chimico romantico anche nella vita.
"Non ha FenFo!" [cit.]
Io sono così, decido una cosa, ritorno indietro mille volte, resto fedele alle mie decisioni fino alla fine e poi ci ricasco.
A meno che... qualcuno penserà, ed è giusto: a meno che non venga sconvolta nuovamente.
Sono una bandiera al vento, qualcuno mi ha detto.
Apprezzerei con immane gioia che fosse così semplice, ma sappiamo entrambi che non lo è.
Ho qualità autocritiche pari a zero, ma per autocommiserazione sto sempre a 10.000, e vorrei che qualcuno mi fermasse una sacrosanta volta.
Quando dicono che sono forte, semplicemente non ascolto.
Sono un casino, chi lo capisce prima, semplicemente, si salva; chi lo capisce dopo, semplicemente scappa.
Io sono complicata, antipatica e drammaticamente ossessiva.
Amo le mie curve e non ho intenzione di mettermi a dieta anche se non vengo considerata bella dai comuni mortali.
Resterò a nascondermi altri cinque minuti nella folla di gente anche e nonostante i tacchi alti.
Resterò ad aspettare che passi la tempesta... che qualcuno si accorga di me nella massa.
Non potrei mai stare con una persona "comune".

Amo follemente. Vivo follemente.
Qualcuno deve reggere tutto questo, e deve essere folle almeno quanto me, forse di più.
Voglio amare follemente. Voglio vivere follemente.

La chimica ti insegna, tuo malgrado, che la via di mezzo esiste... ma una via di mezzo è qualcosa che è andato storto.
Ho sempre preferito gli estremi.
Le sfumature sono solo per il trucco e per i vestiti.
Il fatto è che ieri un fulmine è caduto a 10 metri da me e l'ombrello mi si era rotto per il vento ed avevo le chiavi di casa in mano perché stavo per aprire il portone interno.
Un paio di prospettive ti cambiano, no?
Forse mi sono solo resa conto per l'ennesima volta che vivere così non ha senso davvero.
Ho riso come una matta quando ho riflettuto su quanto sarebbe stato simpatico assistere alle scenette di cordoglio per me.

Io dico tutto di me, ma in sostanza non dico nulla.

Chi mi conosce invece, sa...
Quindi, musica.
M.

venerdì 1 luglio 2016

Infinitamente

La canzone suona 
e suona ancora sui nostri vividi 
ricordi.
Isolato il passo da ogni lieve
rimembranza, vissuta
la triste dipartita
del tuo amore, 
celebratone il memoriale,
pronta ancora a dirti e narrarti
di ogni sguardo e di ogni vento
che ci ha accarezzati 
resto ferma ancora.
Ferma ancora,
ferma nella foresta
dei miei infiniti errori, 
atterrita dai miei infiniti
peccati, 
la pellicola sgranata 
dei tuoi sacrifici
che mi avvolge stretta,
che mi stringe in un abbraccio
da ieri mortale.
In questo ieri trapassato,
in questo nostro destino da me martoriato,
in queste mie scelte discutibili,
in questo mio piccolo mondo
disastrato, in cui ancora,
infinitamente,
ti amo.