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Ode to my mother

Riprendo quella canzone dei Cranberries di cui lei non saprà né il nome né il gruppo... ma che conosce di certo perché mio padre li adora. Sono di quelle cose che capisci quando alla fine te ne vai. Sono forse una delle poche persone d'accordo con la decisione presa, e a riconoscere che fu lei a mettermi il telefono in mano per la millesima volta e spingermi a cogliere quell'occasione. Prendere quell'aereo e iniziare la mia vita. Per i più fu una fuga, forse lo è stata, ma da sola non l'avrei fatto mai. Ho vissuto un mese fra le scatole di quel trasloco mentale: era ottobre ed ero fuori di me. Lo ricordo bene perché avevo in mano una lista di numeri telefonici e il ripiego nella testa. La magistrale nella mia città non era praticabile, forse mi ci sarei adattata. Per una volta mia madre non era d'accordo con quel sacrificio, e ieri come oggi non posso che essergliene grata. Roma: picche. Padova: signorina, la media.. Parma: non rispondeva. "Ci sarebbe Milano, hanno quella facoltà strana" "M., volevi far quello all'inizio... vai e fallo! E poi Milano ti è sempre piaciuta, dai tentaci..." "Ma', sei sicura?" "Secondo me è sì" Milano: la risposta fu un sì. "Chiami lunedì." Potrei stare ore a discutere dei poteri mistici di mia madre, ma non mi sembra né il luogo né il momento. Ho queste righe per spiegare perché quel gesto la salvi da tutto il male che incoscientemente mi ha fatto negli anni, dalle rinunce che ho vissuto sulla mia pelle, dal male fatto a chi mi stava e mi sta accanto, che alla fine ha capito, seppur con i suoi momenti "no". Ci sono cose per le quali sa che non riceverà mai il mio perdono, sa che mi sarei comportata in modo diverso e per certo non le permetterò mai tregua. Certo è che l'educazione che ho ricevuto mi ha segnata profondamente, e mi ha dato la possibilità di comprendere. Ho un'immensa pazienza, mi dicono tutti. Sono troppo buona, mi dicono tutti. Non mi fermo al mio compitino striminzito, dicono tutti. È ciò che lei mi ha insegnato, ed è ciò che rispondo a tutti. Non so come sarò come madre, forse sarò come lei e me ne pentirò amaramente... Lei ha rinunciato a tanto, troppo per ciò che sarebbe potuta essere. Ognuna di noi ha preso qualcosa di lei, e io, forse, più di tutte. So solo che sono ferma qui a pensare, delirare, impazzire per il nulla, e per una volta, lei, finalmente mi ascolta. E conclude sempre con la stessa frase: "È il destino delle ultime figlie, che ci vuoi fare..." Grazie per questo destino, mamma. M.

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Il peso delle parole non dette

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Riesco a immaginarti in tutto quello che mi hai detto e in tutto quello che non mi hai detto mai, che hai detto a tutti fuorché alla persona alla quale avrebbe avuto senso comunicarlo, la triste lista di particolari di tradimenti mai avvenuti e mai consumati coi quali molto lontano da qui sanno tutti come additarmi come meretrice. Vorrei non fartene una colpa, del fatto che dici a tutti di volermi denunciare, che tutti sappiano dettagli della mia vita privata senza che ti abbia autorizzato a parlarne, delle mie confidenze, di tutto.
Vorrei lavare con l'acqua di un'ennesima doccia il dolore che provo per ciò che vorrei non sapere che tu stai dicendo in giro di me, ma che s…

Avanti il prossimo

A un certo punto ti stanchi di rimandare i tuoi sogni a settembre, alla prossima stagione, alla prossima volta, alla prossima occasione che non ci sarà mai. È inutile mentire a se stessi di fronte all'evidenza, ascoltare l'inesorabile passare del tempo tintinnare crudele che comunque è tardi. Ti lasci andare, cambi strada, ricadendo negli stessi errori perché il tuo carattere è più forte dell'esperienza e tu sei più fragile di quelli di cui ti circondi e ai quali hai dato fin troppo poco spazio per cercare di comprenderlo. È la tua fine, parli del niente e tutti sembrano sapere tutto. Resti là, impietrita, un'altra volta. Rivestita dei tuoi racconti futili, dei tuoi sogni di bambina. Ti sembra di rivedere come in un film tutte le tue delusioni, tutti i tuoi errori, il tuo cuore prostituirsi per un briciolo di affetto, perché sei fottutamente complicata e sarebbe terribilmente semplice risolvere i tuoi problemi. Non hai le forze, la voglia, di spiegare. Lasci tutti atta…

Amo credere

Ero rimasta tutto il giorno a letto, sfatta dalla situazione e dal silenzio che ci sovrastava. Amo credere che sia stato il giorno più bello della mia vita, il giorno prima, nella pace e in quello stesso silenzio, che così tanto mi abbagliava, come il più cocente e il più sperato di tanti identici raggi di sole.
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Era diverso dall'uomo che ricordavo, eravamo diversi dopo anni di separazione, voluta dal destino, dal caso, dalla sua volontà, portato com&…