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Il nulla

Aveva un suo modo di stare al mondo
e così viveva senza chiedere alcun permesso.
Rimasi assorta mentre lo sentii esalare
l'ultimo respiro da grande eroe,
mise la maschera del vile
e continuò la marcia.

Lo vedevo fuggire ogni volta
tessevo la tela dell'esasperazione
ogni notte e di giorno la disfacevo
con grande plauso di tutti.

Aveva un suo modo di restare
assorto anch'egli a contemplare
come la vita lo travolgesse ancora
nonostante me.
Per nulla colpevole beveva
il male e di niente e nessuno
sapeva più pensare.

Mi vedeva soffrire ogni giorno
mentre tessevo la tela della sua insofferenza
ed ogni giorno la riempivo
di grandi doti con grande suo plauso.

Avevo un mio modo di affrontare
la solitudine dei miei giorni
le urla musicali che mi avvolgevano
creavano la loro atmosfera
il giorno giungeva
senza chiedermi alcun permesso.

Ci vedevamo soffrire ogni giorno
mentre tessevamo la tela di una storia infinita
fatta di sogni e disperazione
per ciò che era, per ciò che siamo, per ciò che sono.

Avevamo un nostro modo di essere
il nulla.


Commenti

  1. Spero che quel "avevamo" sia l'esatta coniugazione di un qualcosa che non è più.

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    Risposte
    1. Devo dire che fortunatamente quel momento è passato. Certo è che parlare degli errori commessi aiuta a vincere le resistenze e affrontare con spirito critico il futuro.

      Elimina
  2. è tanto tempo che non approfondisco la poesia e la sua analisi, e quindi parlo banalmente e semplicemente di gusto personale, ma ciò che hai scritto è molto molto piacevole

    RispondiElimina

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