mercoledì 7 dicembre 2016

Il doppio viaggio

Di questo lungo viaggio verso te
non racconto mai ad anima viva
Le vicende i segni gli abbracci
scambiati nei nostri sogni
L'assenza il distacco l'ira
il sogno fatto esso stesso carne
mi tengono compagnia
urlano in questo vuoto tetro
Le anime perse che vagano
disperate
annegano affogano nelle mie incertezze
derubate
di ogni misero pugno di speranza
annegano affogano nella mie insicurezze
travestite
di ogni stupida punta d'orgoglio
io sia capace.

Di questo mio tremendo viaggio per scappare da lui
non lascio trapelare alcun segno
Le carezze gli sguardi le pugnalate
che mi tengono sveglia la notte
La presenza la vicinanza l'invidia
l'incubo fatto esso stesso carne
mi tengono compagnia
urlano in questa folla opprimente
La sua anima infame vaga
presuntuosa 
avanza corre stramazza nelle mie incertezze
derubata
di ogni misero pugno di speranza
avanza corre stramazza nelle mie insicurezze
travestita 
dell'orgoglio di cui sono stata
sapientemente privata.


domenica 16 ottobre 2016

Letter to someone...

A volte quando ci ripenso mi sembra sia impossibile che sia accaduto tutto questo. Ho anche ripreso a fumare.
Sono fuori di me del tutto, fuori da ogni schema e da ogni condizione di vita normale.

"Quando la tua vita privata va a pezzi, è il momento della promozione"

Ecco com'è andata.
A un certo punto del cammino mi sono arresa ai miei limiti, alle mie aspirazioni, a tutto, and I let it go. No, non sono totalmente persa, c'è ancora qualcosa di me.
Ho ripreso a leggere Neruda. Questo dovrebbe essere un indice di quanto io sia ritornata ad essere quella che ero un tempo, un po' più sola, un po' più grande.
Ho bisogno di un lungo bacio appassionato, vorrei scrivere questa frase sul retro dello schermo del mio pc in ufficio, così qualcuno scapperebbe e potrei non vedere determinate facce.
La versione che sto dando non è quella corretta, perché quando fai tanto del male tendi a rimuginare anche per mesi e a cercare di eliminare ogni ricordo subito dopo.
Gli esami di coscienza fanno male.
Fa male sapersi sola a 27 anni e vedere intorno chi si sistema, chi si sposa, chi fa figli, chi convive, chi i figli prova a farli e riesce.
Mi sento sotto l'occhio vigile dell'opinione pubblica, anche se ho appurato che non gliene frega davvero niente a nessuno. Qui si tratta di una percezione errata della realtà, come ha detto la specializzanda psicologa che mi ha ascoltata parlare per mezz'ora e mi ha detto di lasciar perdere. Non è necessaria l'analisi. Potrei darle torto...
La persona che più mi sta a cuore in ufficio mi ha dato un quadro chiaro della mia situazione lavorativa, che ha riassunto poi con un "e vuoi anche che la tua vita privata vada bene?"
Ho la fortuna - e la sfortuna, se vogliamo - di essere circondata di uomini che non mi giudicano ma che mi stanno aiutando a farmi forte in un mondo di uomini. Per tutti sono la "zia" e mi sta bene.
Hanno detto che ho tradito e che ho fatto del male gratuitamente e solo la seconda parte di questa frase è vera. Resto in silenzio perché ho tradito tutto ciò che avevo costruito faticosamente e ho ceduto alla mia impazienza. Di essere felice? Di cosa? Difficile a dirsi.
Non so neanche perché mi stia giustificando qui. Magari mi leggerai.
Una parte di me lo spera. Ogni volta che non rispondi al telefono per me è un colpo al cuore, perché ci sono conseguenze che non ho il coraggio, la voglia, la forza di accettare. Chissà se risponderai, una volta o l'altra... o preferirai far la somma e denunciarmi. Non lo so.
Lei mi ha detto che è paradossale, che sia io a chiamare, io che ho buttato tutto.
Forse lo è, ma non ho mai detto di essere normale.
Chiamatemi paradossale, patetica, o chiamatemi solo M.
Non chiudi una storia in un attimo, non crolli sotto al peso di tutto il male che hai fatto in un attimo.
Questo è un lungo e tormentato processo chimico che mi sta portando alla distruzione.
Un maledetto processo autocatalitico, che ci ha messo un po' a partire, ma ha preso un bel turnover ora, e mi sta consumando da dentro. Andrà solo peggio.

Almeno per una volta conosco la fine prima dell'irreparabile.

Cordiali saluti,
M.

sabato 1 ottobre 2016

...prossimo volo per Amburgo?

C'è qualcosa della Germania che mi colpisce ogni volta. È un po' come ritrovarsi in un posto dove si è sempre stati con la testa, anche se molto lost in translation. Non so una parola di tedesco.
Dire che vivo lo stesso non è esatto.
Al secondo viaggio in due settimane sono sopravvissuta un po' a tutto. Carne in gelatina e insalata di lattuga con dressing dolce e patate fritte (!!!) comprese.
Al terzo viaggio in tre settimane non so che aspettarmi. Mi sono ritrovata catapultata in tante, troppe esperienze. Non sono pronta, o forse lo sono sempre stata.
I tedeschi hanno una pace interiore che non ti aspetti.
C'è una bellezza di fondo, in ciò che dicono, nei loro ragionamenti di cui non comprendo una parola, che mi fa pensare... cosa sarebbe la mia vita se abitassi là? A chi o cosa dovrei rendere conto?
Ogni volta dico che arrivo nel bosco dei puffi, saranno le sedi dislocate in mezzo al nulla, o in generale gli uccellini che cinguettano e le facce sorridenti alle sei della mattina... vai a capire.

...prossimo volo per Amburgo?

giovedì 8 settembre 2016

Undici e ventitré

Il respiro della città dormiente
flebile ci avvolgeva
li vedevo ridere e scherzare
e partecipavo silenziosa
alla loro vita.

Mi sfioravi senza sapere
mi sfioravi senza capire
che toccavi la mia anima
li vedevo ridere e scherzare
e partecipavano con i loro sorrisi
alla mia vita.


martedì 16 agosto 2016

Occhi

Ci sono occhi che non conosci. Ci sono occhi che non vogliono farsi conoscere. Ci sono occhi che ti lasciano scappare via. Ci sono occhi che ti ritrovano e che non hanno alcuna intenzione di lasciarti andare. Ci sono paesaggi, ci sono luoghi, ci sono mondi che non conosco. Ci sono concetti che non ho mai esplorato. Puoi passare tutta la vita a cercare qualcosa in più, senza capire che era già dentro di te, perché non ti eri mai soffermata a cercar meglio. Il migliore dei mondi, il migliore dei sorrisi, il migliore dei luoghi... non esiste. La perfezione è con me. M.

lunedì 1 agosto 2016

I limiti

Ho oltrepassato i confini
e della mia moralità ho fatto ben poco.
La tua voce mi tormentava
ancora tra la nebbia e il buio
e niente del mio destino appariva chiaro.
Ho sentito urlare il mio cuore
nel mezzo di ogni parola spezzata,
ho sentito il tuo cuore morire
mentre urlavo disperata il tuo nome.
Ho perso ogni speranza
ho superato i miei limiti
ho ripercorso il circolo
e ti ho ritrovato qui,
nuovamente,
dove sei sempre stato.

martedì 12 luglio 2016

Hai mai avuto il desiderio profondo di fuggire?

Ad un certo punto pensi anche di potercela fare, a sopravvivere, dico.
Dicono che ad un certo punto venga anche naturale.

Di fronte a tutti i dubbi che mi stanno tormentando e privando del sonno, sono rimasta pressoché senza sicurezze, tanto da iniziare a chiedermi dopo la promozione a cosa servisse restare nella mia azienda. "Piccola bambina ingrata", riesco quasi a sentire le urla dei miei conoscenti nella mia testa.
Oggi ho concluso tutto ciò che potevo concludere e sono scappata via.
Il mio lavoro mi riesce a dare soddisfazioni, sono brava. Ma poi? Cosa c'è dopo?

Hai mai avuto il desiderio profondo di fuggire?

Questa domanda retorica me la pongo ogni giorno quando mi sveglio e ogni sera quando vado a dormire. Come se tutti i legami, tutti i vincoli che prima sentivo inutili, superflui, adesso stessero riaffiorando con prepotenza, prendendosi gioco di me, buttandomi giù, facendomi affogare.

So nuotare bene nelle tempeste. 
"Non dovresti prendere questo come stile di vita, M.!"

Una volta mi hanno detto che non sono mai davvero soddisfatta di ciò che faccio, quindi devo rovinarlo. Dovrei andare da uno psicologo, uno bravo... ma cosa scoprirebbe?
Qualcosa di cui sono già a conoscenza da anni.
Quando cresci a pane e insoddisfazione, va così.
Quando non è mai abbastanza, è quello il tuo metro di paragone.
Il tuo massimo raggiungibile è l'insoddisfazione.

Eccomi, a 27 anni, a non sapere più cosa voglio della mia vita, ad essere insoddisfatta e a non sapere più neanche di cosa, pronta a buttare tutto per chi, per cosa...

Perché sono troppo intelligente e finisco per comportarmi da stupida perché devo creare un rapporto causa-effetto con una vaga parvenza di logicità.

Suppongo che da qualche parte nella mia testa, il mio unico desiderio sia di voler fuggire da me, ma non credo sia possibile al momento. Vedrò di schedularlo con più attenzione la prossima volta.

Saluti (sclerati),
M.

domenica 3 luglio 2016

Folgorata

A volte ci ripenso, al primo periodo del mio trasferimento, alle persone che mi sono state accanto, a quelle che ho conosciuto.
Al perché chiesi informazioni su un corso e raccontai tutta la mia vita in una frase, ma quella stupenda persona che subì cotanto trattamento non se n'è più andata... e mi sono sempre domandata il perché. Quei pochi punti di riferimento che ho qui, quelli veri, quelli che sanno perché "chimiconoscelosa".
Il fatto è che stando agli annali il 3/7/2012 probabilmente non credevo mi sarei laureata neanche nel 2013.
È la vita che ti sconvolge... non siamo noi.
Perché sono un chimico romantico anche nella vita.
"Non ha FenFo!" [cit.]
Io sono così, decido una cosa, ritorno indietro mille volte, resto fedele alle mie decisioni fino alla fine e poi ci ricasco.
A meno che... qualcuno penserà, ed è giusto: a meno che non venga sconvolta nuovamente.
Sono una bandiera al vento, qualcuno mi ha detto.
Apprezzerei con immane gioia che fosse così semplice, ma sappiamo entrambi che non lo è.
Ho qualità autocritiche pari a zero, ma per autocommiserazione sto sempre a 10.000, e vorrei che qualcuno mi fermasse una sacrosanta volta.
Quando dicono che sono forte, semplicemente non ascolto.
Sono un casino, chi lo capisce prima, semplicemente, si salva; chi lo capisce dopo, semplicemente scappa.
Io sono complicata, antipatica e drammaticamente ossessiva.
Amo le mie curve e non ho intenzione di mettermi a dieta anche se non vengo considerata bella dai comuni mortali.
Resterò a nascondermi altri cinque minuti nella folla di gente anche e nonostante i tacchi alti.
Resterò ad aspettare che passi la tempesta... che qualcuno si accorga di me nella massa.
Non potrei mai stare con una persona "comune".

Amo follemente. Vivo follemente.
Qualcuno deve reggere tutto questo, e deve essere folle almeno quanto me, forse di più.
Voglio amare follemente. Voglio vivere follemente.

La chimica ti insegna, tuo malgrado, che la via di mezzo esiste... ma una via di mezzo è qualcosa che è andato storto.
Ho sempre preferito gli estremi.
Le sfumature sono solo per il trucco e per i vestiti.
Il fatto è che ieri un fulmine è caduto a 10 metri da me e l'ombrello mi si era rotto per il vento ed avevo le chiavi di casa in mano perché stavo per aprire il portone interno.
Un paio di prospettive ti cambiano, no?
Forse mi sono solo resa conto per l'ennesima volta che vivere così non ha senso davvero.
Ho riso come una matta quando ho riflettuto su quanto sarebbe stato simpatico assistere alle scenette di cordoglio per me.

Io dico tutto di me, ma in sostanza non dico nulla.

Chi mi conosce invece, sa...
Quindi, musica.
M.

venerdì 1 luglio 2016

Infinitamente

La canzone suona 
e suona ancora sui nostri vividi 
ricordi.
Isolato il passo da ogni lieve
rimembranza, vissuta
la triste dipartita
del tuo amore, 
celebratone il memoriale,
pronta ancora a dirti e narrarti
di ogni sguardo e di ogni vento
che ci ha accarezzati 
resto ferma ancora.
Ferma ancora,
ferma nella foresta
dei miei infiniti errori, 
atterrita dai miei infiniti
peccati, 
la pellicola sgranata 
dei tuoi sacrifici
che mi avvolge stretta,
che mi stringe in un abbraccio
da ieri mortale.
In questo ieri trapassato,
in questo nostro destino da me martoriato,
in queste mie scelte discutibili,
in questo mio piccolo mondo
disastrato, in cui ancora,
infinitamente,
ti amo.  

domenica 19 giugno 2016

Life. Interrupted.

Nuda sola ed esasperata
sulla strada del perdono
che mai giungerà.

Non riesco ad andare oltre questi tre versi.
Li ho sognati ad occhi aperti in una notte insonne, una delle tante. 
Non ho trovato pace e non la trovo neanche nella poesia. 
Ora che il vaso di Pandora è stato scoperchiato niente è più possibile.
Ho trovato tutte le risposte che non volevo sentire. 
Sono una persona avvezza ai grandi gesti e ai grandi danni.
Quando rompo qualcosa, lo spacco in mille pezzi.
Quando devo gettare una pratica, non mi limito a strappare in due i fogli che la compongono, prendo ogni foglio e lo sminuzzo. 
Sono fatta così. 
Non c'è un modo di tornare indietro. 
Non ci sono più strade da percorrere per salvarmi.

Alea iacta est.

Ho bisogno che qualcuno mi salvi? 
Io non credo.

Ho rotto tutto ciò che sentivo di dover rompere... 
e mentre ho trovato me stessa, ho perso tutto ciò che avevo. 

Sto bene? Non lo so.
Sono pentita? No.
Come riesci ad essere così fredda? Non lo sono. 
Perché l'hai fatto? Perché non c'era altra via d'uscita.

Perché continui a farti queste domande? 
No, a questo non ho risposta. 

M.


venerdì 10 giugno 2016

"Hamburg Song"

Sto ascoltando la stessa canzone da 20 minuti buoni.

Ho passato giorni migliori, stasera dovrei festeggiare.
Ho ricevuto la notizia che aspettavo da un anno, il mio duro lavoro finalmente mi ha ripagata. La verità vera è che sono su un altro pianeta.

Il lento tintinnare della pioggia tedesca mi manca.
Ritornando mi son detta che era meglio così. 
Ho fatto tanto, detto tanto, assaporato un'esperienza totalmente nuova e per una volta nella mia vita me la sono goduta fino in fondo. 

Sull'imbarcadero sull'Elba mi sono fermata per un attimo e mi è sembrato di vedere la mia vita scorrermi davanti davvero come se dovessi morire di lì a poco. 

Mi sono detta che non poteva scorrere così... come quel fiume sporco. 
Sarebbe dovuta essere qualcosa di diverso. 
Sarebbe dovuta essere come le stradine strette, come i quartieri industriali recuperati, come i palazzi liberty che vedevo ovunque posassi lo sguardo, fino a farmi commuovere, con grande stupore dei miei colleghi. 

E su quel barcone turistico rivestito di convenevoli, sfatta per il vento e circondata da estranei, alzai lo sguardo, mi affacciai e respirai chi ero davvero. 

Oggi ho ricevuto la notizia che aspettavo da un anno e tutto ciò che riesco a pensare è racchiuso in poche parole, due rosse medie e un Disaronno. 

Sola per le strade tedesche.

Qualche passo indietro dai miei colleghi. 
In un angolo del bar vecchio stile. 
Nella camera che puzzava di vecchio fumo. 
Con la seconda sigaretta che poi non ho fumato, nel bar irlandese che abbiamo scovato. 

In questo schifo, mi direte, sì... in questo schifo ho visto chi fossi davvero. Ballando rock coi piedi pestati da estranei, nel mondo mezzo andato che vedevo a malapena. 

Ero da sola, ero solo M. 

Mi sono sentita chiedere se qualcosa fosse accaduto e forse qualcosa è accaduto sul serio.

Mi sono innamorata di me stessa. 

Per tre giorni mi sono sentita per una volta veramente me stessa. 
Mi sono domandata in tutto questo egoismo chi ci abbia guadagnato. 
Ho preso decisioni discutibili e ho visto la mia vita cambiare radicalmente. 

Credevo di volere qualcosa di più dalla mia vita, l'ho visto accadere. 

Qui sono solo io. 

Questo è il mio regno. 
Questa è la mia musica. 
Questa è la mia vita. 


Firmato:
Chimicamente poetica
sempre e comunque innamorata, 
ma in modo diverso. 
M. 

domenica 8 maggio 2016

Ode to my mother

Riprendo quella canzone dei Cranberries di cui lei non saprà né il nome né il gruppo... ma che conosce di certo perché mio padre li adora. Sono di quelle cose che capisci quando alla fine te ne vai. Sono forse una delle poche persone d'accordo con la decisione presa, e a riconoscere che fu lei a mettermi il telefono in mano per la millesima volta e spingermi a cogliere quell'occasione. Prendere quell'aereo e iniziare la mia vita. Per i più fu una fuga, forse lo è stata, ma da sola non l'avrei fatto mai. Ho vissuto un mese fra le scatole di quel trasloco mentale: era ottobre ed ero fuori di me. Lo ricordo bene perché avevo in mano una lista di numeri telefonici e il ripiego nella testa. La magistrale nella mia città non era praticabile, forse mi ci sarei adattata. Per una volta mia madre non era d'accordo con quel sacrificio, e ieri come oggi non posso che essergliene grata. Roma: picche. Padova: signorina, la media.. Parma: non rispondeva. "Ci sarebbe Milano, hanno quella facoltà strana" "M., volevi far quello all'inizio... vai e fallo! E poi Milano ti è sempre piaciuta, dai tentaci..." "Ma', sei sicura?" "Secondo me è sì" Milano: la risposta fu un sì. "Chiami lunedì." Potrei stare ore a discutere dei poteri mistici di mia madre, ma non mi sembra né il luogo né il momento. Ho queste righe per spiegare perché quel gesto la salvi da tutto il male che incoscientemente mi ha fatto negli anni, dalle rinunce che ho vissuto sulla mia pelle, dal male fatto a chi mi stava e mi sta accanto, che alla fine ha capito, seppur con i suoi momenti "no". Ci sono cose per le quali sa che non riceverà mai il mio perdono, sa che mi sarei comportata in modo diverso e per certo non le permetterò mai tregua. Certo è che l'educazione che ho ricevuto mi ha segnata profondamente, e mi ha dato la possibilità di comprendere. Ho un'immensa pazienza, mi dicono tutti. Sono troppo buona, mi dicono tutti. Non mi fermo al mio compitino striminzito, dicono tutti. È ciò che lei mi ha insegnato, ed è ciò che rispondo a tutti. Non so come sarò come madre, forse sarò come lei e me ne pentirò amaramente... Lei ha rinunciato a tanto, troppo per ciò che sarebbe potuta essere. Ognuna di noi ha preso qualcosa di lei, e io, forse, più di tutte. So solo che sono ferma qui a pensare, delirare, impazzire per il nulla, e per una volta, lei, finalmente mi ascolta. E conclude sempre con la stessa frase: "È il destino delle ultime figlie, che ci vuoi fare..." Grazie per questo destino, mamma. M.

lunedì 25 aprile 2016

Il nulla

Aveva un suo modo di stare al mondo
e così viveva senza chiedere alcun permesso.
Rimasi assorta mentre lo sentii esalare
l'ultimo respiro da grande eroe,
mise la maschera del vile
e continuò la marcia.

Lo vedevo fuggire ogni volta
tessevo la tela dell'esasperazione
ogni notte e di giorno la disfacevo
con grande plauso di tutti.

Aveva un suo modo di restare
assorto anch'egli a contemplare
come la vita lo travolgesse ancora
nonostante me.
Per nulla colpevole beveva
il male e di niente e nessuno
sapeva più pensare.

Mi vedeva soffrire ogni giorno
mentre tessevo la tela della sua insofferenza
ed ogni giorno la riempivo
di grandi doti con grande suo plauso.

Avevo un mio modo di affrontare
la solitudine dei miei giorni
le urla musicali che mi avvolgevano
creavano la loro atmosfera
il giorno giungeva
senza chiedermi alcun permesso.

Ci vedevamo soffrire ogni giorno
mentre tessevamo la tela di una storia infinita
fatta di sogni e disperazione
per ciò che era, per ciò che siamo, per ciò che sono.

Avevamo un nostro modo di essere
il nulla.


venerdì 22 gennaio 2016

Il ritmo ritrovato

Freddo il mare respirava:
l'immenso ci avvolgeva.
Restava lo sguardo possente,
il ritmo del tuo cuore
scandiva il fragore delle onde.
Lo sguardo per nulla fugace,
la mano non più impaurita,
di fronte a me,
avvolto nella notte
mi accoglievi in quell'abbraccio
mai come allora inaudito.

Il ritmo di due cuori ritrovati,
il gelo di una notte non più
come mille altre,
una strada confusa adesso
più chiara che mai.