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Visualizzazione dei post da 2016

Il doppio viaggio

Di questo lungo viaggio verso te non racconto mai ad anima viva Le vicende i segni gli abbracci scambiati nei nostri sogni L'assenza il distacco l'ira il sogno fatto esso stesso carne mi tengono compagnia urlano in questo vuoto tetro Le anime perse che vagano disperate annegano affogano nelle mie incertezze derubate di ogni misero pugno di speranza annegano affogano nella mie insicurezze travestite di ogni stupida punta d'orgoglio io sia capace.
Di questo mio tremendo viaggio per scappare da lui non lascio trapelare alcun segno Le carezze gli sguardi le pugnalate che mi tengono sveglia la notte La presenza la vicinanza l'invidia l'incubo fatto esso stesso carne mi tengono compagnia urlano in questa folla opprimente La sua anima infame vaga presuntuosa  avanza corre stramazza nelle mie incertezze derubata di ogni misero pugno di speranza avanza corre stramazza nelle mie insicurezze travestita  dell'orgoglio di cui sono stata sapientemente privata.

Letter to someone...

A volte quando ci ripenso mi sembra sia impossibile che sia accaduto tutto questo. Ho anche ripreso a fumare.
Sono fuori di me del tutto, fuori da ogni schema e da ogni condizione di vita normale.

"Quando la tua vita privata va a pezzi, è il momento della promozione"

Ecco com'è andata.
A un certo punto del cammino mi sono arresa ai miei limiti, alle mie aspirazioni, a tutto, and I let it go. No, non sono totalmente persa, c'è ancora qualcosa di me.
Ho ripreso a leggere Neruda. Questo dovrebbe essere un indice di quanto io sia ritornata ad essere quella che ero un tempo, un po' più sola, un po' più grande.
Ho bisogno di un lungo bacio appassionato, vorrei scrivere questa frase sul retro dello schermo del mio pc in ufficio, così qualcuno scapperebbe e potrei non vedere determinate facce.
La versione che sto dando non è quella corretta, perché quando fai tanto del male tendi a rimuginare anche per mesi e a cercare di eliminare ogni ricordo subito dopo.
Gli esami …

...prossimo volo per Amburgo?

C'è qualcosa della Germania che mi colpisce ogni volta. È un po' come ritrovarsi in un posto dove si è sempre stati con la testa, anche se molto lost in translation. Non so una parola di tedesco.
Dire che vivo lo stesso non è esatto.
Al secondo viaggio in due settimane sono sopravvissuta un po' a tutto. Carne in gelatina e insalata di lattuga con dressing dolce e patate fritte (!!!) comprese.
Al terzo viaggio in tre settimane non so che aspettarmi. Mi sono ritrovata catapultata in tante, troppe esperienze. Non sono pronta, o forse lo sono sempre stata.
I tedeschi hanno una pace interiore che non ti aspetti.
C'è una bellezza di fondo, in ciò che dicono, nei loro ragionamenti di cui non comprendo una parola, che mi fa pensare... cosa sarebbe la mia vita se abitassi là? A chi o cosa dovrei rendere conto?
Ogni volta dico che arrivo nel bosco dei puffi, saranno le sedi dislocate in mezzo al nulla, o in generale gli uccellini che cinguettano e le facce sorridenti alle sei de…

Undici e ventitré

Il respiro della città dormiente
flebile ci avvolgeva
li vedevo ridere e scherzare
e partecipavo silenziosa
alla loro vita.

Mi sfioravi senza sapere
mi sfioravi senza capire
che toccavi la mia anima
li vedevo ridere e scherzare
e partecipavano con i loro sorrisi
alla mia vita.


Occhi

Ci sono occhi che non conosci. Ci sono occhi che non vogliono farsi conoscere. Ci sono occhi che ti lasciano scappare via. Ci sono occhi che ti ritrovano e che non hanno alcuna intenzione di lasciarti andare. Ci sono paesaggi, ci sono luoghi, ci sono mondi che non conosco. Ci sono concetti che non ho mai esplorato. Puoi passare tutta la vita a cercare qualcosa in più, senza capire che era già dentro di te, perché non ti eri mai soffermata a cercar meglio. Il migliore dei mondi, il migliore dei sorrisi, il migliore dei luoghi... non esiste. La perfezione è con me. M.

I limiti

Ho oltrepassato i confini
e della mia moralità ho fatto ben poco.
La tua voce mi tormentava
ancora tra la nebbia e il buio
e niente del mio destino appariva chiaro.
Ho sentito urlare il mio cuore
nel mezzo di ogni parola spezzata,
ho sentito il tuo cuore morire
mentre urlavo disperata il tuo nome.
Ho perso ogni speranza
ho superato i miei limiti
ho ripercorso il circolo
e ti ho ritrovato qui,
nuovamente,
dove sei sempre stato.

Hai mai avuto il desiderio profondo di fuggire?

Ad un certo punto pensi anche di potercela fare, a sopravvivere, dico.
Dicono che ad un certo punto venga anche naturale.

Di fronte a tutti i dubbi che mi stanno tormentando e privando del sonno, sono rimasta pressoché senza sicurezze, tanto da iniziare a chiedermi dopo la promozione a cosa servisse restare nella mia azienda. "Piccola bambina ingrata", riesco quasi a sentire le urla dei miei conoscenti nella mia testa.
Oggi ho concluso tutto ciò che potevo concludere e sono scappata via.
Il mio lavoro mi riesce a dare soddisfazioni, sono brava. Ma poi? Cosa c'è dopo?

Hai mai avuto il desiderio profondo di fuggire?

Questa domanda retorica me la pongo ogni giorno quando mi sveglio e ogni sera quando vado a dormire. Come se tutti i legami, tutti i vincoli che prima sentivo inutili, superflui, adesso stessero riaffiorando con prepotenza, prendendosi gioco di me, buttandomi giù, facendomi affogare.

So nuotare bene nelle tempeste. 
"Non dovresti prendere questo come stile d…

Folgorata

A volte ci ripenso, al primo periodo del mio trasferimento, alle persone che mi sono state accanto, a quelle che ho conosciuto.
Al perché chiesi informazioni su un corso e raccontai tutta la mia vita in una frase, ma quella stupenda persona che subì cotanto trattamento non se n'è più andata... e mi sono sempre domandata il perché. Quei pochi punti di riferimento che ho qui, quelli veri, quelli che sanno perché "chimiconoscelosa".
Il fatto è che stando agli annali il 3/7/2012 probabilmente non credevo mi sarei laureata neanche nel 2013.
È la vita che ti sconvolge... non siamo noi.
Perché sono un chimico romantico anche nella vita.
"Non ha FenFo!" [cit.]
Io sono così, decido una cosa, ritorno indietro mille volte, resto fedele alle mie decisioni fino alla fine e poi ci ricasco.
A meno che... qualcuno penserà, ed è giusto: a meno che non venga sconvolta nuovamente.
Sono una bandiera al vento, qualcuno mi ha detto.
Apprezzerei con immane gioia che fosse così semplic…

Infinitamente

La canzone suona  e suona ancora sui nostri vividi  ricordi. Isolato il passo da ogni lieve rimembranza, vissuta la triste dipartita del tuo amore,  celebratone il memoriale, pronta ancora a dirti e narrarti di ogni sguardo e di ogni vento che ci ha accarezzati  resto ferma ancora. Ferma ancora, ferma nella foresta dei miei infiniti errori,  atterrita dai miei infiniti peccati,  la pellicola sgranata  dei tuoi sacrifici che mi avvolge stretta, che mi stringe in un abbraccio da ieri mortale. In questo ieri trapassato, in questo nostro destino da me martoriato, in queste mie scelte discutibili, in questo mio piccolo mondo disastrato, in cui ancora, infinitamente, ti amo.

Life. Interrupted.

Nuda sola ed esasperatasulla strada del perdono che mai giungerà.
Non riesco ad andare oltre questi tre versi. Li ho sognati ad occhi aperti in una notte insonne, una delle tante.  Non ho trovato pace e non la trovo neanche nella poesia.  Ora che il vaso di Pandora è stato scoperchiato niente è più possibile. Ho trovato tutte le risposte che non volevo sentire.  Sono una persona avvezza ai grandi gesti e ai grandi danni. Quando rompo qualcosa, lo spacco in mille pezzi. Quando devo gettare una pratica, non mi limito a strappare in due i fogli che la compongono, prendo ogni foglio e lo sminuzzo.  Sono fatta così.  Non c'è un modo di tornare indietro.  Non ci sono più strade da percorrere per salvarmi.
Alea iacta est.
Ho bisogno che qualcuno mi salvi?  Io non credo.
Ho rotto tutto ciò che sentivo di dover rompere...  e mentre ho trovato me stessa, ho perso tutto ciò che avevo. 
Sto bene? Non lo so. Sono pentita? No. Come riesci ad essere così fredda? Non lo sono.  Perché l'hai fatt…

"Hamburg Song"

Sto ascoltando la stessa canzone da 20 minuti buoni.

Ho passato giorni migliori, stasera dovrei festeggiare.
Ho ricevuto la notizia che aspettavo da un anno, il mio duro lavoro finalmente mi ha ripagata. La verità vera è che sono su un altro pianeta.
Il lento tintinnare della pioggia tedesca mi manca.
Ritornando mi son detta che era meglio così.  Ho fatto tanto, detto tanto, assaporato un'esperienza totalmente nuova e per una volta nella mia vita me la sono goduta fino in fondo. 
Sull'imbarcadero sull'Elba mi sono fermata per un attimo e mi è sembrato di vedere la mia vita scorrermi davanti davvero come se dovessi morire di lì a poco. 
Mi sono detta che non poteva scorrere così... come quel fiume sporco.  Sarebbe dovuta essere qualcosa di diverso.  Sarebbe dovuta essere come le stradine strette, come i quartieri industriali recuperati, come i palazzi liberty che vedevo ovunque posassi lo sguardo, fino a farmi commuovere, con grande stupore dei miei colleghi. 
E su quel bar…

Ode to my mother

Riprendo quella canzone dei Cranberries di cui lei non saprà né il nome né il gruppo... ma che conosce di certo perché mio padre li adora. Sono di quelle cose che capisci quando alla fine te ne vai. Sono forse una delle poche persone d'accordo con la decisione presa, e a riconoscere che fu lei a mettermi il telefono in mano per la millesima volta e spingermi a cogliere quell'occasione. Prendere quell'aereo e iniziare la mia vita. Per i più fu una fuga, forse lo è stata, ma da sola non l'avrei fatto mai. Ho vissuto un mese fra le scatole di quel trasloco mentale: era ottobre ed ero fuori di me. Lo ricordo bene perché avevo in mano una lista di numeri telefonici e il ripiego nella testa. La magistrale nella mia città non era praticabile, forse mi ci sarei adattata. Per una volta mia madre non era d'accordo con quel sacrificio, e ieri come oggi non posso che essergliene grata. Roma: picche. Padova: signorina, la media.. Parma: non rispondeva. "Ci sarebb…

Il nulla

Aveva un suo modo di stare al mondo
e così viveva senza chiedere alcun permesso.
Rimasi assorta mentre lo sentii esalare
l'ultimo respiro da grande eroe,
mise la maschera del vile
e continuò la marcia.

Lo vedevo fuggire ogni volta
tessevo la tela dell'esasperazione
ogni notte e di giorno la disfacevo
con grande plauso di tutti.

Aveva un suo modo di restare
assorto anch'egli a contemplare
come la vita lo travolgesse ancora
nonostante me.
Per nulla colpevole beveva
il male e di niente e nessuno
sapeva più pensare.

Mi vedeva soffrire ogni giorno
mentre tessevo la tela della sua insofferenza
ed ogni giorno la riempivo
di grandi doti con grande suo plauso.

Avevo un mio modo di affrontare
la solitudine dei miei giorni
le urla musicali che mi avvolgevano
creavano la loro atmosfera
il giorno giungeva
senza chiedermi alcun permesso.

Ci vedevamo soffrire ogni giorno
mentre tessevamo la tela di una storia infinita
fatta di sogni e disperazione
per ciò che era, per ciò che siamo, per …

Il ritmo ritrovato

Freddo il mare respirava:
l'immenso ci avvolgeva.
Restava lo sguardo possente,
il ritmo del tuo cuore
scandiva il fragore delle onde.
Lo sguardo per nulla fugace,
la mano non più impaurita,
di fronte a me,
avvolto nella notte
mi accoglievi in quell'abbraccio
mai come allora inaudito.

Il ritmo di due cuori ritrovati,
il gelo di una notte non più
come mille altre,
una strada confusa adesso
più chiara che mai.