giovedì 2 aprile 2015

Alt+Ctrl+Canc

A un certo punto dovrò farla finita con l'insistenza: non sono più neanche arrabbiata. Sono domande, quelle che pongo quotidianamente, che fanno male in modo atroce. Me ne rendo conto, sono meno stupida di quanto sembrerebbe. Sono rimasta ferma sulle mie posizioni per troppo tempo.
"Dovrei cambiare idea" mi sono detta alla fine, trascorrendo gli ultimi giorni a credere che fosse giusto comportarmi in questo modo.
La mia testa non è un pc, questo è certo. Se avessi un comando immediato come "Alt+Ctrl+Canc", lo digiterei immediatamente. Avvierei la gestione delle attività e sopprimerei tutti i problemi, come un'applicazione bloccata. Dovrei farlo; dico questo perché sto continuando a commettere lo stesso errore da mesi, portando all'esasperazione chiunque. Non sono molto ragionevole, non mi discosto molto da un pc totalmente fuori controllo. Schermata blu della morte a parte.
Vorrei far finta di essere come gli altri, evitare il mio solito egoismo da vittima sacrificale e dire che, con orgoglio infinito, devo andare via per salvarmi da questo naufragio.
È tragicomico (l'ho già detto) che vada sempre così per me. Sono destinata ad incontrare gente volubile che mi riterrà un gioco da tavolo. Anche per anni, ma sono davvero un bel gioco, evidentemente. Signori, finalmente ho capito cosa sono! Dopo questa grande scoperta dovrei vincere un bel Nobel, mio nonno (beato lui che ci crede) alla veneranda età di 95 anni continua a chiedermelo insistentemente (il Nobel, con dedica a lui, si intende). Sarebbe contento, credo.
Ci sono voluti sei anni, complimenti a me, però. È una scoperta scientifica che non cambierà la vita a nessuno, ma c'est la vie.
Mi sento un po' patetica... un po' tanto. Rimango qui nel mio cantuccio, mi faccio chiudere nella scatola, urlo, strepito e mi calmo. Ascolto gli Smiths (tutti abbiamo bisogno di un po' di Morrissey nella vita) e procedo. Così la prossima volta potrò ricommettere lo stesso errore ed essere di nuovo cacciata nel mio cantuccio, nella mia scatola per nulla dorata, per nulla accogliente, per nulla poetica.

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