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Visualizzazione dei post da Marzo, 2015

Epilogo

Ho aspettato a lungo in piedi,  il bivio di fronte a me,  la banale diatriba  fra il giusto e il corretto,  fra la via semplice e la via tortuosa.  Andare o restare,  restare o ritornare,  una vita che ti aspetta,  una vita che si dischiude nuovamente. La scelta che non va presa,  la via che non va percorsa: le scelte semplici che si sommano  errate e infinitamente complesse  negli anni si susseguono. La fuga dai fantasmi,  l'elenco degli errori,  delle mie scelte corrette  ma profondamente ingiuste. Parafrasando gli anni,  restando legati,  lontani da noi chilometri, lontano da me chilometri, guardarti fuggire oggi  come me fino a ieri. Non vedo più lacrime,  non vedo più rabbia,  l'elenco dei miei peccati  per nulla originali ha vinto: l'epilogo è giunto a liberarti.

Un anormale poco tranquillo sabato sera (tragi)comico di 20 euro più povero

Di fronte all'ennesimo invito in discoteca rifiutato, se fossi nella mia amica, smetterei di invitarmi.
Sono rimasta a casa un'altra volta, nonostante avessi la possibilità di mettermi in moto e andare a ballare. Diciamo che non è la voglia di ballare, ma di cancellare col ballo e la musica tutto il resto. Malauguratamente per me, la stanchezza gentilmente concessa da questo nulla cosmico applicato è fuori dai miei normali canoni. Sono abituata ad altro. Sono rimasta fuori senza far nulla, con una borsa nuova e 20 euro in meno, aspettando una risposta che non mi sento addosso, né, tanto meno, nella nuova insulsa e inutile borsa nera. Non dovrei stare così, ci sono infinite ragioni per cui non dovrei scrivere.
Ad esempio ho gli occhi arrossati.
Ad esempio sono profondamente arrabbiata.
Ad esempio ho mal di testa.
Ad esempio inizio sempre con dei buoni propositi e finisco con discorsi per voi inutili, dettati dalla stanchezza per tutta questa bella situazione.
Sono fattori poco r…

Il solito copione

A 13 anni ho scritto una canzone:

"Io sono semplicemente me stessa,
con tutti i miei difetti e le mie pazzie.
E confesso di essere sempre più segnata
da questa vita senza te..."

Sicuramente con "senza te" intendevo qualche ragazzino, ma ho dei vuoti di memoria riguardo a quel periodo. Ad oggi direi che non riguarda una persona, bensì il vuoto che sento non essendo riuscita a mantenere legami per me fondamentali. Ah, il bello di auto-parafrasarsi!!!
La canzone non era male, smielata ma non in modo insopportabile; ricordo il motivetto, e me lo canticchio ogni tanto. Il testo era in mezzo a tutte le poesie che ebbi la geniale idea di gettare via a 15 anni... c'est la vie. Sarebbe la colonna sonora perfetta per questo periodo non-sense.
Siete pronti per un riassunto delle puntate precedenti? Lo so, la risposta è "no"...
Ho il serio dubbio che ogni frase da me formulata provochi un'azione peggiore e premeditata: la certezza di essere quella che sono non mi…

Alla ricerca della blogger perduta

Sono troppo siciliana per stare con le mani in mano ad aspettare la manna dal cielo.
Ho passato gli ultimi tre quarti d'ora a litigare del nulla, cercare risposte ad un legame già lacerato e costellato di domande. Questa vita mi ammazza. È l'unica cosa che ho in testa adesso, le ultime due poesie che ho postato mi hanno rincuorata per cinque minuti, ma è come se in esse ricercassi qualcosa che non esiste più.
Quel post sulla mia follia mi ha sfinita. Non so come spiegarlo... l'ho scritto, ennesima richiesta d'aiuto lasciata qui, e poi, non che me ne sia pentita, ma semplicemente, non mi ci ritrovo del tutto. L'ho scritto in uno di quegli attimi di follia, l'ho lasciato lì perché avesse un senso come terapia.
Mi sto costringendo a non censurarmi. 
La poesia di aprile 2012 ha un valore particolare per me. Ecco, forse avrei dovuto scrivere una spiegazione. Non era un sogno, non lo so spiegare, quella notte non la dimenticherò mai. Sapete quelle esperienze strane de…