lunedì 23 febbraio 2015

5 aprile 2012

Sentivo la pioggia
battere piano sul tetto della veranda,
i passi trascinati sopra la mia testa,
una finestra chiusa male.
Il dormiveglia di una notte come le altre:
Pensieri un po’ sparsi un po’ uniti.
Un filo di lana che pende da un balcone,
gli aghi da maglia caduti per terra.
Il telaio è solo in mezzo alla stanza:
raggi di luce, ora è giorno.
È tutto vuoto. Non ti posso incontrare.
Sento la tua voce ma non ci sei.
Stavo per ore a guardarti:
la tua minuzia e il tuo impegno
mi colpivano.
Continuo a sentire la tua voce.


Nessun commento:

Posta un commento