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Conclusioni, incipit & nulla assoluto

Sono una dottoressa magistrale in chimica.
Devo scriverlo per rendermene conto, chi mi conosce è pienamente conscio del fatto che non ho smesso di studiare dall'età di sei anni e probabilmente non smetterò neanche ora.
La legge però mi dice che il 17 dicembre scorso, di fronte ad una assonnata platea, sono diventata dottoressa.
Chi mi ha chiesto di ricominciare a scrivere, dicendo che questo vuoto silenzio mi distrugge, ha detto il vero... aspettare LA chiamata ha un che di assolutamente inutile.
L'incipit della mia nuova vita è stancante. Aspetto, aspetto ancora, prima o poi riceverò un segno.
Qualcosa di me si è perso in questa vita di sacrifici, l'ho seppellito sotto un mare di formule.
Volevo l'arte, volevo la passione, volevo la creatività: la mia famigerata integerrima esperta di scienza mi ha calpestata senza tener conto delle conseguenze.
Io e il mio ego ferito aspettiamo la vendetta. Sto assaporando tutto questo, in attesa del secondo colloquio per una posizione che non ha nulla a che fare con me.
Sei anni della mia vita, sacrifici, sogni... per un "le faremo sapere a fine mese" che mi lascia ancora qui. Un po' come essere tornata adolescente, con desideri da grande, con una camera in affitto che mi sta stretta, e un mondo che sembra si stia prendendo gioco di me. Aspetto il grande passo, mentre la poesia... l'unica cosa che mi tenesse davvero viva dentro, l'ho messa da parte, l'ho seppellita.
Sono delusa. Odio tutto e tutti.
Voglio qualcosa di mio, dovrei smettere di scriverlo ed iniziare a lottare per ottenerlo!

Bentornata, M. 
Allegra come sempre!

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