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Visualizzazione dei post da Settembre, 2014

È inutile...

Ascolto qualche nota e rinasce in me il desiderio. Io credo che il desiderio di esprimermi attraverso la mia voce sia qualcosa di innato. Si dice così, giusto? La musicalità, il senso del ritmo, incubato dentro di me, che ho così tanto rinnegato...
Deve essere una qualche patologia clinica, quella che mi ha convinta ad accantonare tutto ciò che concerne l'arte e l'espressione libera, che siano esse musica, scrittura o disegno. Dietro le buone intenzioni si nasconde il marcio: quella dentro di me è una guerra civile senza fine.
Vedo che tutti, attorno a me, sono capaci di dare all'arte un ruolo di valvola di sfogo. Adesso mi sto limitando, ad esempio: sto usando un gergo quasi tecnico, è un tema di italiano non assegnato. Ho ricevuto fin troppe critiche sulle mie frasi infinite in anni scolastici. Fortuna che, essendo un tema assegnatomi dalla mia coscienza, il fuori tema non sia contemplato!
Come fanno a conciliare l'arte e lo studio? Ecco, mi ritrovo sempre qui, a 25 a…

Liber(azione) 2, la vendetta

Non scrivo di me perché ho paura. Le parole scorrono silenziose, ritmate, intimamente legate. Non guardo, non vedo, le mie mani fanno il loro lavoro senza bisogno di ricontrollare. La punteggiatura scorre, stranamente regolare. Ho aspettato pazientemente come un killer con la sua vittima, così ho atteso che arrivasse il momento e che le parole ordissero il loro tessuto di sogni. Come un gioco di seduzione, come un balletto di burlesque, così, con calma, lasciano trasparire il messaggio. L'attesa fa di me peccatrice, usurpatrice di un mondo segreto, in un modo che, ad oggi, non riesco a spiegare. Di questi miei peccati non ho mai scritto, ma non sono qui per purificarmi. La mia non è una confessione, è un'ammissione di colpa. Ciò che mi nego è la libertà vera, lascio i miei sogni condurre questa diretta televisiva, narrare ciò che io stessa non riesco ad ammettere. Le mie parole conoscono bene il loro mestiere negato, la loro libertà. Il dualismo che ho sempre vissuto mi …

Trenta giorni di indivisibile felicità

Tutto il mio mondo
si rifletteva sull'acqua.

Un mondo trasparente
stava lì, su di me,
attorno a me,
mi attraversava.

Così come quel mondo
tu mi guardavi,
il sorriso beffardo
a malapena nascondeva
la tua commozione.

Tutto il mio mondo
si rifletteva sull'acqua.

Trenta giorni di indivisibile
felicità, la nostra impalpabile
illusione, la sola figura retorica
che mi resti addosso.

Così, beffarda, fuggito via,
come l'unico profumo
così trasparente,
così vero,
così reale,
da nascondere a malapena
la mia commozione.

Lo lascerò lì,
nascosto,
dove solo tu puoi ridargli vita.