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Visualizzazione dei post da Giugno, 2014

Direttamente dai miei ricordi

Respirare l'odore della pioggia mi fa tornare bambina. I miei nonni paterni avevano un terreno nel siracusano, e andavamo sempre a passare giornate fra pizze fatte in casa, giochi, ginocchia sbucciate a turno per noi cugine e l'ammirazione sfegatata per il divino lavoro di ricamo della mia adorata nonna. C'era una tettoia in resina che si sorreggeva in parte sulla casa, in parte su un muretto inesistente di ferraglia per cemento armato. Un pergolato fai da te, insomma. Lì cresceva l'edera, che spettacolo divino. Mi ricordo delle lunghe pause pranzo con sedie a sdraio e una rinfrescante "farfalla" (credo si chiami davvero così) da irrigazione per allietare i pomeriggi d'estate. Arrivava settembre, mia nonna ricamava in qualsiasi stagione. Iniziava a piovere e potevi sentirlo nell'aria, la commistione fra l'odore degli arbusti di arancio potati prima della produzione autunnale e invernale, il carbone del forno a legna e l'odore della pioggia che…

Per amore della "pace" (questa sconosciuta)

L'educazione che i genitori danno, poi l'esperienza (delusioni, fregature, perdite irreparabili): questi e tanti altri fattori fanno una persona. 
Le sue debolezze, la sua fragilità, il modo in cui reagisce alle situazioni. È tutto banale, scontato, ma non sempre. Ci sono persone che di natura stanno zitte, per amore della "pace". Ecco, io appartengo a questa categoria. Se mi aveste sentita sbuffare, sfogarmi, tranquilli... è un decimo di quello che tengo dentro. E perché sono così? Mi hanno insegnato il valore dell'Impegno e del Sacrificio, della lotta per i propri Ideali, purché quegli Ideali siano valevoli di cotanto Impegno e Sacrificio. 
È tutto qui. Mi butto a capofitto nelle situazioni, non mi sento mai "abbastanza", tutto il resto lo sapete. Mia madre si spiega sempre con detti e proverbi che mia nonna ripeteva sempre e, sfortunatamente, ho sentito troppo poco perché è scomparsa quando avevo poco più di 14 anni. So che mia madre così mi sta elarge…

M., il tuo sismografo preferito!

Se dovessi pubblicizzarmi direi qualcosa del genere:
"Vuoi subire sbalzi d'umore costanti che neanche tre donne (una incinta, l'altra in menopausa, la terza con la sindrome premestruale) sapranno darti? Vuoi ogni giorno una nuova crisi seguita da amore folle seguita da sproloquio intellettuale? Vuoi una pausa da tutto questo fatta di discorsi su figli e matrimoni? Sai dove trovarmi" L'idea è stata gentilmente rubata al mio fidanzato, che ha deciso di spulciare nel mio blog e così mi ha definita: "quindi, sei il mio sismografo?"
Sì amore mio, sono il tuo sismografo preferito, caro mio!
Ogni volta che G. fa una battuta resto là a rimuginarci per giorni: sarebbe troppo semplice dire che voleva intendere solo quello, no?
Sono un sismografo ambulante, ogni mio pensiero è assolutamente l'opposto del precedente e del successivo, senza nessuna corrispondenza o simmetria. Sono fautrice del panico altrui, lo so!
E poi il mio blog è anarchico, giusto? Quindi p…

Sposa

Appoggiata al riflesso scomposto
di tutti i miei inutili pensieri,  l'infinito mondo che contro di me si pone  a me si avvinghia sconvolgendomi  nuovamente: mi troverai.
Sai cosa amo delle melodie, dei ritmi non scritti.  Sai dove troverai  tutte le mie insicurezze.
Non scriverò in rima,  non rispetterò nessuna ritmica. Ti imploro di ascoltarmi  senza nessuna regola e priva di ogni abbellimento.
Scarterò il tuo regalo più grande priva di speranze. Sarò la vecchia canzone  ascoltata nei momenti più tristi.
Stringendoti le mani  solo con il mio pensiero, volerò fra i sogni senza mappa né direzione: tornerò da te, per sempre.
Camminerò fiera, attraversando la navata dei nostri miseri desideri irrealizzati.
Vestita di un amore mai innocente; sospesa dalle corde tese dei doveri a noi esterni, vittima e sempre carnefice del mio destino.
Sposa di un amore mai stantio, stringerò ancora le tue mani, anche quando per noia mi respingerai: sarò sposa anche per te. 
Solo consumando con avidità…

Il principio di esclusione di Pauli

Non sono mai stata, non sono e non sarò mai femminista. Molti fatti nella mia indecente vita mi hanno posto di fronte alla certezza che qualcosa in me sia profondamente sbagliato. Sono sempre stata accomodante e nel mio stesso atteggiamento poi nasce subito una lotta, perché la libertà, interpretata in modo pessimo, si insinua come un serpente velenoso nelle persone che mi stanno attorno. Il rimorso mi brucia, la consapevolezza che quei limiti che così tanto mi pongo per me stessa, dovrei pretenderli anche dall'Altro: litigi, urla, attacchi di panico, tutto si insegue nella stessa sequenza ogni volta. E sono convinta di aver incontrato "persone giuste" ad ogni angolo. Bravi ragazzi, tutto il necessario per rendere la situazione abbastanza reale e anche con i dovuti accorgimenti nei confronti del futuro. Visto però che posso dire che la storia si ripete, tante, troppe volte, mi ritrovo a pensare se non sia poi in fondo io il problema principale. Lascerò da parte i discors…