domenica 4 maggio 2014

Buon compleanno, egoismo (di sorelle e altri traumi)

Mentre mi dicevo quanto tutto questo fosse sbagliato, ho iniziato già a scriverti, così come ho fatto mille altre volte, evocando in me quel senso di delusione totale che provai in quei giorni, quando decisi di rompere tutti i legami con te. La verità è che tutto quello che "formalmente" si fa, almeno con me, non si riflette nella verità delle cose. Per cui ti cerco, nelle foto e nei vecchi ricordi, e mi chiedo ancora come tu possa aver fatto quello che hai fatto, come tu possa aver cercato di affossare in me ogni stupido briciolo di autostima, quella che già avevo ai minimi storici.
E lei, lei che ti vuole ancora così bene, come le puoi fare questo? Mi chiedo ancora come tu possa star lì a contaminare ogni spazio altrui, usurpare gruppi di amici e mettere te stessa al centro, così come hai tentato di fare col mio fidanzato, come se fosse stato di tua proprietà... ogni tanto mi ritrovo a pensare a quei patti di sorellanza, eravamo delle bimbe, la verità è solo questa. E io, così stupida, da affidarti il mio cuore, affidandoti lui.
Io ti dicevo che in fondo eravamo come sorelle, nate a due giorni di distanza, così amiche, così legate da completare l'una le frasi dell'altra. Ci conoscevamo troppo bene, ci volevamo bene di un bene fraterno. Come hai potuto farmi quello che hai fatto... ti sei cambiata e forgiata a suo piacimento, rendendo superflua la mia onnipresente lontananza, e "menomale che ho lui" mi dicevi, e no, non ce l'hai mai avuto.
La delusione di lui nel sapere ciò che mi hai fatto, ti sei mai domandata cosa hai provocato in lui?
Ti aveva affidato confidenze, dubbi... e tu li avevi usati per farmi del male, gratuitamente.
E io, tua "sorella", come ha potuto tua "sorella" sopportare tutto questo, senza che tu facessi niente?
Ti penso ancora, ti rivedo ancora, sorella mia, ma preferisco pensare che tu sia morta, perché è meglio così, che pensare al peggiore dei tradimenti, al peggiore degli omicidi.
Buon compleanno, egoismo! Spero che nel tuo mondo tu non sia sola, ma tranquilla, a comunicarla agli altri, la solitudine, sei bravissima, con me avresti meritato il premio Nobel.

M.

Nessun commento:

Posta un commento