sabato 24 maggio 2014

Le mie paure

Sono qui dentro, imprigionata,
non mi vedi?

Le paure si stanno sommando, 
e si stanno avverando, 
pian piano, sfiorando
ancora le mie debolezze,
avvicinandosi con uno scatto, 
correndomi dietro,
ed io non riesco più a correre,
sono stanca di fuggire.

Sono qui al centro, nei tuoi pensieri,
non mi vedi?

Le paure mi stanno accecando, 
e ti stanno in qualche modo cancellando, 
pian piano, colpendo
ancora le mie debolezze,
trascinandomi con nel loro baratro, 
colpendomi, feroci,
ed io non riesco più a fermarle,
sono stanca di lottare. 

Gli occhi, 
le mani, tutto di me 
sta sfuggendo al mio controllo:
questa mia paura,
che si è impossessata di me, 
mi sta privando anche di te. 

martedì 20 maggio 2014

Lotta impari

Farò attenzione ad ogni cosa,
prenderò nota di ogni problema sorto,
calerò me stessa nella situazione, 
cogliendo falle, riparando laddove possibile.

Ogni volta che metto in pratica un nuovo metodo, 
mi calo nella parte, e poi, d'improvviso,
crolla tutto, crolla anche quel poco che è rimasto di me,
e delle mie preoccupazioni, e delle mie liste, 
non resta che il panico, 
la mano senza forza che ancora fisso, 
ancora interrogo:

"Perché mi fai questo?
Sto solo tentando di vivere la mia vita". 

domenica 4 maggio 2014

Buon compleanno, egoismo (di sorelle e altri traumi)

Mentre mi dicevo quanto tutto questo fosse sbagliato, ho iniziato già a scriverti, così come ho fatto mille altre volte, evocando in me quel senso di delusione totale che provai in quei giorni, quando decisi di rompere tutti i legami con te. La verità è che tutto quello che "formalmente" si fa, almeno con me, non si riflette nella verità delle cose. Per cui ti cerco, nelle foto e nei vecchi ricordi, e mi chiedo ancora come tu possa aver fatto quello che hai fatto, come tu possa aver cercato di affossare in me ogni stupido briciolo di autostima, quella che già avevo ai minimi storici.
E lei, lei che ti vuole ancora così bene, come le puoi fare questo? Mi chiedo ancora come tu possa star lì a contaminare ogni spazio altrui, usurpare gruppi di amici e mettere te stessa al centro, così come hai tentato di fare col mio fidanzato, come se fosse stato di tua proprietà... ogni tanto mi ritrovo a pensare a quei patti di sorellanza, eravamo delle bimbe, la verità è solo questa. E io, così stupida, da affidarti il mio cuore, affidandoti lui.
Io ti dicevo che in fondo eravamo come sorelle, nate a due giorni di distanza, così amiche, così legate da completare l'una le frasi dell'altra. Ci conoscevamo troppo bene, ci volevamo bene di un bene fraterno. Come hai potuto farmi quello che hai fatto... ti sei cambiata e forgiata a suo piacimento, rendendo superflua la mia onnipresente lontananza, e "menomale che ho lui" mi dicevi, e no, non ce l'hai mai avuto.
La delusione di lui nel sapere ciò che mi hai fatto, ti sei mai domandata cosa hai provocato in lui?
Ti aveva affidato confidenze, dubbi... e tu li avevi usati per farmi del male, gratuitamente.
E io, tua "sorella", come ha potuto tua "sorella" sopportare tutto questo, senza che tu facessi niente?
Ti penso ancora, ti rivedo ancora, sorella mia, ma preferisco pensare che tu sia morta, perché è meglio così, che pensare al peggiore dei tradimenti, al peggiore degli omicidi.
Buon compleanno, egoismo! Spero che nel tuo mondo tu non sia sola, ma tranquilla, a comunicarla agli altri, la solitudine, sei bravissima, con me avresti meritato il premio Nobel.

M.