domenica 27 aprile 2014

Un buon motivo per pubblicare una poesia non mia

Mia sorella studiava francese e io avrò avuto sei anni (o un'età molto simile). Ebbene, la suddetta mia adorabile sorella maggiore doveva imparare la famigerata "Cet amour" di Jacques Prèvert a memoria. E io, piccola ingenua, la imparai a memoria. Lei no... ma non è un problema al momento, visto che la mia cara DoppioGeffer mi ha nominata per il contest "neknomination" o per meglio dire... "blogger'sbooknominationprisencolinensinainciusolohright" (cito dal suo blog). 
La nomination mi obbliga, accettando la sfida, a pubblicare la poesia che più mi piace entro 24 ORE, specificando altri cinque blogger da coinvolgere. Nel caso la sottoscritta avesse deciso di non accettare la sfida, avrebbe dovuto regalare alla cara DoppioGeffer un libro. No, cara... non stavolta! Ora, visti i precedenti miei storici storicamente comprovati, potrei postare la poesia in lingua originale, ma non voglio assillarvi. Quindi, che traduzione italiana sia!

QUESTO AMORE
Questo amore
Questo amore
Così violento
Così fragile
Così tenero
Così disperato
Questo amore
Bello come il giorno
E cattivo come il tempo
Quando il tempo è cattivo
Questo amore così vero
Questo amore cosí bello
Così felice
Così gaio
E così beffardo
Tremante di paura come un bambino al buio
E così sicuro di sé
Come un uomo tranquillo nel cuore della notte
Questo amore che impauriva gli altri
Che li faceva parlare
Che li faceva impallidire
Questo amore spiato
Perché noi lo spiavamo
Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato
Questo amore tutto intero
Ancora così vivo
E tutto soleggiato
E' tuo
E' mio
E' stato quel che è stato
Questa cosa sempre nuova
E che non è mai cambiata
Vera come una pianta
Tremante come un uccello
Calda e viva come l'estate
Noi possiamo tutti e due
Andare e ritornare
Noi possiamo dimenticare
E quindi riaddormentarci
Risvegliarci soffrire invecchiare
Addormentarci ancora
Sognare la morte
Svegliarci sorridere e ridere
E ringiovanire
il nostro amore è là
Testardo come un asino
Vivo come il desiderio
Crudele come la memoria
Sciocco come i rimpianti
Tenero come il ricordo
Freddo come il marmo
Bello come il giorno
Fragile come un bambino
Ci guarda sorridendo
E ci parla senza dir nulla
E io tremante l'ascolto
E grido
Grido per te
Grido per me
Ti supplico
Per te per me per tutti coloro che si amano
E che si sono amati
Sì io gli grido
Per te per me e per tutti gli altri
Che non conosco
Fermati là
Là dove sei
Là dove sei stato altre volte
Fermati
Non muoverti
Non andartene
Noi che siamo amati
Noi ti abbiamo dimenticato
Tu non dimenticarci
Non avevamo che te sulla terra
Non lasciarci diventare gelidi
Anche se molto lontano sempre
E non importa dove
Dacci un segno di vita
Molto più tardi ai margini di un bosco
Nella foresta della memoria
Alzati subito
Tendici la mano
E salvaci.

p.s. cara DoppioGeffer per oggi non costringerò nessuno a regalarmi un libro. Per oggi... un'altra volta, chi lo sa!!! 

M.

2 commenti:

  1. u.U te lo concedo ma solo se mi spieghi cos'è il pennello angolare, a punta o come diavolo si chiama quel coso per mettersi l'ombretto xD

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  2. Un pennello con la punta obliqua che si usa per tante cose belle, fra cui - una volta caricato l'ombretto di tuo gradimento - passato alla base delle ciglia, per avere un effetto eyeliner che eyeliner non è, ma è ombretto. Cioè, come mi trucco io da 4 anni. Ogni giorno la stessa storia... che noia!!! :D

    Che discorso contorto!!!

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