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L'esperta di scienza

Il corredo pronto
chiuso nell'armadio dei ricordi.
L'abito della madre
che da sempre bramava
per il proprio matrimonio.
La lista degli invitati
chiusa nel cassetto dei rimpianti.

L'esperta di scienza
sapeva tutto dei suoi desideri.

La guardai fuggire con una bimba
in braccio, gli occhi risplendevano
di un azzurro accecante,
la bimba con il mazzo di rose bianche
tra le mani.

La bimba e i suoi ricci neri,
gli occhi azzurri, il vestito candido,
quella rosa rossa sul basolato lavico.
Cadde d'improvviso, la madre accorse.
"Chiara, andrà tutto bene",
sussurrò alla bimba con la rosa rossa
fra le mani, e il vestito candido e rosso
di un dolore innocente.

Io, spettatrice inconsapevole
di quel dramma già scritto,
la guardai camminare inciampando più volte
sui suoi tacchi tra le fessure del basolato.

La donna di scienza mi fissò
per un attimo, la bimba mi porgeva
la manina piena di graffi,
"Andrà tutto bene", mi disse
piangendo.

La madre mi porse la bimba
e scappò, cadde, si rialzò;
mi guardò da lontano
e prosegui la sua fuga.

Mi sedetti sconvolta
sul basolato, la bimba
mi guardò sorridendo:
"Mamma, chi era quella signora?"

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