giovedì 20 febbraio 2014

L'esperta di scienza

Il corredo pronto
chiuso nell'armadio dei ricordi.
L'abito della madre
che da sempre bramava
per il proprio matrimonio.
La lista degli invitati
chiusa nel cassetto dei rimpianti.

L'esperta di scienza
sapeva tutto dei suoi desideri.

La guardai fuggire con una bimba
in braccio, gli occhi risplendevano
di un azzurro accecante,
la bimba con il mazzo di rose bianche
tra le mani.

La bimba e i suoi ricci neri,
gli occhi azzurri, il vestito candido,
quella rosa rossa sul basolato lavico.
Cadde d'improvviso, la madre accorse.
"Chiara, andrà tutto bene",
sussurrò alla bimba con la rosa rossa
fra le mani, e il vestito candido e rosso
di un dolore innocente.

Io, spettatrice inconsapevole
di quel dramma già scritto,
la guardai camminare inciampando più volte
sui suoi tacchi tra le fessure del basolato.

La donna di scienza mi fissò
per un attimo, la bimba mi porgeva
la manina piena di graffi,
"Andrà tutto bene", mi disse
piangendo.

La madre mi porse la bimba
e scappò, cadde, si rialzò;
mi guardò da lontano
e prosegui la sua fuga.

Mi sedetti sconvolta
sul basolato, la bimba
mi guardò sorridendo:
"Mamma, chi era quella signora?"

domenica 2 febbraio 2014

(Liber)Azione

E' inutile: viviamo in un mondo laddove non si insegna il valore del sacrificio e dell'impegno, dove un sorriso ammiccante ad un professore vale più di un'egregia preparazione, dove conta più il numero di battute e l'interesse suscitato tramite la propria faccia tosta che il valore reale di una persona.
Se l'abitudine alla libertà ci ha davvero forgiati ad una misera esistenza, se la società dei bisogni superficiali ci ha dato la democrazia e il modo per disonorarla, noi cosa siamo?
Potrei mettermi qui a dire cosa sia giusto e cosa no, ma tutto ciò che al momento posseggo è racchiuso nell'educazione che i miei genitori mi hanno impartito, e poche altre nozioni che su me stessa e solo così ho potuto imparare. Quindi, non sono io a poter impartire lezioni, perché non ne sono capace. Anzi, sono la calamita per antonomasia per le reazioni catastrofiche ai miei tentativi di insegnamento.
Sono solo una ragazza che ha imparato la lezione?
Forse è davvero così, sono una brava studentessa ma non posso neanche ambire ad essere un chimico.
Forse non riuscirò mai a pubblicare un pezzo di carta col mio nome sopra e accantonerò i sogni di gloria per l'ennesima rinuncia o sacrificio che solo io metterò sul mio conto perché così mi è stato insegnato.
Accetterò che avere figli significa perdere il lavoro e che avere una famiglia per uno scienziato è disonorevole, accetterò che avere fede in qualcosa di più alto significa non credere nella scienza.
Accetterò questa valle di lacrime che mi sono creata perché non credo nella banalizzazione del concetto di libertà, di fedeltà o di rispetto.
Accetterò di essere considerata poco meno di una vagina con un essere umano attorno, tanto da non essere degna del mio stesso cognome ma solo traslata a proprietà della persona che amo.
Accetterò che essere nata al Sud significa conoscere meno e male, che la cultura non mi è avvicinabile e che è possibile umiliarmi a piacimento in nome del fatto che non posseggo una Poltrona e forse non ce l'avrò mai.
Accetterò che l'amore è rinuncia solo per la donna e che l'uomo deve essere soddisfatto a proprio piacimento, mentre la dolcezza per un uomo deve essere provocata dal perfetto atteggiamento sottomesso,

OPPURE NO.

M.