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Visualizzazione dei post da 2014

Il tormento (e l'estasi) di un falso possidente di grande personalità e carisma

La vita ti pone di fronte quest'essere non ben identificato e sfuggente, che cerca a tutti i costi di essere perfetto e non lo è, neanche sfruttando fino all'osso il suo cervello.
Ogni aspetto di lei ti tormenta: non è perfetta, non tenta di nasconderlo, tenta di migliorarsi e non riesce. Non ti chiede aiuto, non è nel suo DNA. L'hai capito ormai, che lei non sarà preda facile.
Non si piegherà mica a due battute! Non è come gli altri di cui ti circondi.
La analizzi, fai di lei merce di scambio con battute insulse, ancora niente di lei ti soddisfa. Soffre in silenzio. Si sfoga solo quando il limite è davvero superato. La guardi, arrossisce e sta in silenzio.
Ti irrita in una maniera che non riesci a spiegare. Sta ancora conquistando quei centimetri di terreno che tu credevi di possedere, stai lì ad osservarla, non è tipo da rispondere. Questo ti ferisce, lei deve soffrire esplicitamente.
Ti sei guardato allo specchio ancora una volta. Ti viene solo in mente che devi mandarl…

Password fragile

Non ti ho detto niente quando sei andato via: trattenere le lacrime era difficile, il mondo mi sembrava un luogo terribile e tu mi guardavi con amore immenso. Le persone attorno a me non avevano più un alone di mistero, capivo solo allora quanto mi avessero ingannata. Tu, solo tu mi vedevi.
Password fragile: il mio mondo è nelle loro mani. Mi guardano e comprendono, mi scrutano e mi analizzano, non ho filtri, non ho menzogne da utilizzare a mio piacimento. Vorrei cifrare il mio destino e la mia anima. Celare veramente il mio pozzo di infiniti desideri.

I'm back. 
M. 

Una voce senza volto

Per ciò che credi di valere
o essere, per sogni o glorie vere
e non vane,
a questo devi i tuoi sorrisi,
le tue conquiste,
i tuoi nuovi mondi, le scoperte, gemme
che di urla non necessitano
per essere assaporate.
Tu conosci già la strada,
e dei gesti eclatanti potrai fare a meno.
Saranno queste parole nuove o inutili?
Non posso che aspettare
o credere di aver compreso
che con la disperazione
non si ottiene nulla,
ma di queste parole ti chiederò di aver cura.
Essendo donne, non siamo fatte per ridicole
esternazioni.
Siamo libere, ma non abbastanza,
devote mai.
Ascolta una voce senza volto,
sorridi, ama, vivi,
come insegni a gran voce.
Il tuo silenzio, però,
sarà nutrimento per tutti.

È inutile...

Ascolto qualche nota e rinasce in me il desiderio. Io credo che il desiderio di esprimermi attraverso la mia voce sia qualcosa di innato. Si dice così, giusto? La musicalità, il senso del ritmo, incubato dentro di me, che ho così tanto rinnegato...
Deve essere una qualche patologia clinica, quella che mi ha convinta ad accantonare tutto ciò che concerne l'arte e l'espressione libera, che siano esse musica, scrittura o disegno. Dietro le buone intenzioni si nasconde il marcio: quella dentro di me è una guerra civile senza fine.
Vedo che tutti, attorno a me, sono capaci di dare all'arte un ruolo di valvola di sfogo. Adesso mi sto limitando, ad esempio: sto usando un gergo quasi tecnico, è un tema di italiano non assegnato. Ho ricevuto fin troppe critiche sulle mie frasi infinite in anni scolastici. Fortuna che, essendo un tema assegnatomi dalla mia coscienza, il fuori tema non sia contemplato!
Come fanno a conciliare l'arte e lo studio? Ecco, mi ritrovo sempre qui, a 25 a…

Liber(azione) 2, la vendetta

Non scrivo di me perché ho paura. Le parole scorrono silenziose, ritmate, intimamente legate. Non guardo, non vedo, le mie mani fanno il loro lavoro senza bisogno di ricontrollare. La punteggiatura scorre, stranamente regolare. Ho aspettato pazientemente come un killer con la sua vittima, così ho atteso che arrivasse il momento e che le parole ordissero il loro tessuto di sogni. Come un gioco di seduzione, come un balletto di burlesque, così, con calma, lasciano trasparire il messaggio. L'attesa fa di me peccatrice, usurpatrice di un mondo segreto, in un modo che, ad oggi, non riesco a spiegare. Di questi miei peccati non ho mai scritto, ma non sono qui per purificarmi. La mia non è una confessione, è un'ammissione di colpa. Ciò che mi nego è la libertà vera, lascio i miei sogni condurre questa diretta televisiva, narrare ciò che io stessa non riesco ad ammettere. Le mie parole conoscono bene il loro mestiere negato, la loro libertà. Il dualismo che ho sempre vissuto mi …

Trenta giorni di indivisibile felicità

Tutto il mio mondo
si rifletteva sull'acqua.

Un mondo trasparente
stava lì, su di me,
attorno a me,
mi attraversava.

Così come quel mondo
tu mi guardavi,
il sorriso beffardo
a malapena nascondeva
la tua commozione.

Tutto il mio mondo
si rifletteva sull'acqua.

Trenta giorni di indivisibile
felicità, la nostra impalpabile
illusione, la sola figura retorica
che mi resti addosso.

Così, beffarda, fuggito via,
come l'unico profumo
così trasparente,
così vero,
così reale,
da nascondere a malapena
la mia commozione.

Lo lascerò lì,
nascosto,
dove solo tu puoi ridargli vita.

Dichiarazione d'intenti

Indosserò l'abito delle feste
giungendo come vento
in una sera tiepida d'estate.

Scrutando la via
in cerca di un braccio da cingere
non ancora usurpato,
così aspetterò di essere sostenuta
in questo cammino tortuoso.

La via è lastricata di sogni
e delusioni, ogni pietra saldata
all'altra dai nostri rimpianti.

Sebbene io sia qui a chiedere pietà
per gli errori che come ogni essere umano
compio, per tutto ciò che nessuna melodia
può nascondere o attutire,
per ciò che non abbiamo saputo spiegare.

Ciò che voglio è piegare
la sfiducia, ciò che bramo è già stato
assegnato ad un'altra.

Mi specchio tra fiori bianchi
di vecchiaia, la mia immagine in bianco e nero
ti arriverà distorta dai ricordi, sepolta
e mai morta sarò vedova ma ancora moglie
camminerò quella via da sola ma felice,

in attesa di nessuno,
coerente con me stessa,
mai stanca di aspettarti.

The place where you belong

Un silenzio solitario: è realmente ciò che sento in questa quiete?
Finalmente la via del ritorno è pronta ad accogliermi, mi guiderà verso casa.
Dove ogni foglia è poesia,  dove il mio cuore non è in frantumi, dove il passato mi raggiunge fra le onde, e le storie da raccontare  non sono ancora state concluse.
The place you should come back 
is the place where you belong.


Come l'edera d'inverno

Questa è la prefazione alla raccolta di poesie, mai ricopiate in forma elettronica, che strappai e gettai attorno ai 15 anni perché non mi sentivo abbastanza in gamba da poter pubblicare. 
Una prima bozza della prefazione fu scritta stranamente al pc, e poi lasciata nel dimenticatoio.
Ripresa in mano qualche anno dopo, rimaneggiata per la seconda raccolta che avrei voluto intitolare "Come l'edera d'inverno". Ritrovandola oggi, non ho potuto fare a meno di condividerla con voi. 


Vicino al cancello arrugginito cresceva l'edera, era strano per me vedere l'edera d'inverno. Era strano quel colore, quelle foglie pallide ai bordi, così lucide.  Mi ricordo che da bambina, quando passavo per quella stradina, le fissavo... era un'immagine tremendamente poetica, anche troppo per una ragazzina di 11 anni.  Il muro a secco era fatto da pietre chiare, e niente poteva scalfirlo. E' ancora lì, quel muro. Non so se l'edera ci sia ancora. Stanno riaffiorando dent…

Monumento

Di questa torre di Babele di difetti,  conosco per filo e per segno architettura e struttura. Di fronte a questo bel monumento alla mia insufficienza, mi prostro incolume. Guardala! Pronta ad essere nuovamente calpestata,  chiederò perdono ad un dio inesistente, e lo amerò ancora perché così  mi ha costruita. E di questo monumento farò polvere e macerie,  carnefice di una oggettiva sconfitta ad armi impari.  Arriverà una nuova pretendente al mio posto, un'altra copia a te devota come mai altra sul tuo pianeta di menzogna. Del mio monumento al tuo orgoglio cosa resterà? Sarà la damnatio memoriae che tu stesso mi hai inflitto tante volte, nei tuoi frequenti abbandoni e ricerche di degne sostitute. Eppure, guardami! Nessuna sarebbe degna di nota se non fosse per la tua perenne condanna a non essere mai degna. La contraddizione che regna  indiscussa nelle tue pretese sarà la tua stessa condanna. Con amore,  come tu stesso mi hai insegnato.

D-o-n-n-a

DISCLAIMER: questo non è un post femminista.  È solo un elogio alla mia categoria di appartenenza. ***
Scandiamo bene le lettere, diamo il giusto peso alla doppia "n" ed essendo siciliane esageriamo con una "d" doppia anch'essa. C'è una sottile differenza fra l'essere una vera "fimmina sicula" ed essere Donne. Non a caso la società sicula è ben lontana dall'essere un patriarcato. Politica a parte.
Il comando vero è sempre stato in cucina. La famigerata battuta: "tu, donna, in cucina", per me, è solo un elogio al comando matriarcale. Se proprio volessi essere offensiva nei confronti del genere maschile... Non sono il tipo. Evitiamo lotte intestine e insonnie varie (parlo per me).
Voglio solo parlare di Donne.
No, non parlo delle donnine in metro in shorts e con pochi pensieri in testa.
No, neanche delle sinistroidi della porta accanto con le scarpe da 400 euro e che puzzano come barboni.
Parlo di Donne, di mogli, di madri di fami…

La donna di scienza (la triste disfatta di un sogno)

La donna di scienza
corse lungamente su ogni insicurezza
che l'afflisse.
Scrisse delle sue paure per millenni
per poi calpestarle con rabbia.

Chiusa dentro l'ascensore
che l'avrebbe portata alla disfatta,
la carta da parati irreale
sulle mura del suo passato
una trama sbiadita.

La casa era diroccata,
lui era bello,
era distante,
non c'era niente intorno.

Il sogno si disfaceva pian piano,
le sensazioni così reali,
si svegliava nel piacevole dormiveglia,
e quell'uomo non sapeva niente di lei.

Era solo un uomo di sogno,
e così sarebbe rimasto immobile
nella memoria di una povera scienziata.

Tutto il resto era lontano,
era distante,
era buio,
era triste:

in questa solitudine
non c'è spazio per i sogni.

Direttamente dai miei ricordi

Respirare l'odore della pioggia mi fa tornare bambina. I miei nonni paterni avevano un terreno nel siracusano, e andavamo sempre a passare giornate fra pizze fatte in casa, giochi, ginocchia sbucciate a turno per noi cugine e l'ammirazione sfegatata per il divino lavoro di ricamo della mia adorata nonna. C'era una tettoia in resina che si sorreggeva in parte sulla casa, in parte su un muretto inesistente di ferraglia per cemento armato. Un pergolato fai da te, insomma. Lì cresceva l'edera, che spettacolo divino. Mi ricordo delle lunghe pause pranzo con sedie a sdraio e una rinfrescante "farfalla" (credo si chiami davvero così) da irrigazione per allietare i pomeriggi d'estate. Arrivava settembre, mia nonna ricamava in qualsiasi stagione. Iniziava a piovere e potevi sentirlo nell'aria, la commistione fra l'odore degli arbusti di arancio potati prima della produzione autunnale e invernale, il carbone del forno a legna e l'odore della pioggia che…

Per amore della "pace" (questa sconosciuta)

L'educazione che i genitori danno, poi l'esperienza (delusioni, fregature, perdite irreparabili): questi e tanti altri fattori fanno una persona. 
Le sue debolezze, la sua fragilità, il modo in cui reagisce alle situazioni. È tutto banale, scontato, ma non sempre. Ci sono persone che di natura stanno zitte, per amore della "pace". Ecco, io appartengo a questa categoria. Se mi aveste sentita sbuffare, sfogarmi, tranquilli... è un decimo di quello che tengo dentro. E perché sono così? Mi hanno insegnato il valore dell'Impegno e del Sacrificio, della lotta per i propri Ideali, purché quegli Ideali siano valevoli di cotanto Impegno e Sacrificio. 
È tutto qui. Mi butto a capofitto nelle situazioni, non mi sento mai "abbastanza", tutto il resto lo sapete. Mia madre si spiega sempre con detti e proverbi che mia nonna ripeteva sempre e, sfortunatamente, ho sentito troppo poco perché è scomparsa quando avevo poco più di 14 anni. So che mia madre così mi sta elarge…

M., il tuo sismografo preferito!

Se dovessi pubblicizzarmi direi qualcosa del genere:
"Vuoi subire sbalzi d'umore costanti che neanche tre donne (una incinta, l'altra in menopausa, la terza con la sindrome premestruale) sapranno darti? Vuoi ogni giorno una nuova crisi seguita da amore folle seguita da sproloquio intellettuale? Vuoi una pausa da tutto questo fatta di discorsi su figli e matrimoni? Sai dove trovarmi" L'idea è stata gentilmente rubata al mio fidanzato, che ha deciso di spulciare nel mio blog e così mi ha definita: "quindi, sei il mio sismografo?"
Sì amore mio, sono il tuo sismografo preferito, caro mio!
Ogni volta che G. fa una battuta resto là a rimuginarci per giorni: sarebbe troppo semplice dire che voleva intendere solo quello, no?
Sono un sismografo ambulante, ogni mio pensiero è assolutamente l'opposto del precedente e del successivo, senza nessuna corrispondenza o simmetria. Sono fautrice del panico altrui, lo so!
E poi il mio blog è anarchico, giusto? Quindi p…

Sposa

Appoggiata al riflesso scomposto
di tutti i miei inutili pensieri,  l'infinito mondo che contro di me si pone  a me si avvinghia sconvolgendomi  nuovamente: mi troverai.
Sai cosa amo delle melodie, dei ritmi non scritti.  Sai dove troverai  tutte le mie insicurezze.
Non scriverò in rima,  non rispetterò nessuna ritmica. Ti imploro di ascoltarmi  senza nessuna regola e priva di ogni abbellimento.
Scarterò il tuo regalo più grande priva di speranze. Sarò la vecchia canzone  ascoltata nei momenti più tristi.
Stringendoti le mani  solo con il mio pensiero, volerò fra i sogni senza mappa né direzione: tornerò da te, per sempre.
Camminerò fiera, attraversando la navata dei nostri miseri desideri irrealizzati.
Vestita di un amore mai innocente; sospesa dalle corde tese dei doveri a noi esterni, vittima e sempre carnefice del mio destino.
Sposa di un amore mai stantio, stringerò ancora le tue mani, anche quando per noia mi respingerai: sarò sposa anche per te. 
Solo consumando con avidità…

Il principio di esclusione di Pauli

Non sono mai stata, non sono e non sarò mai femminista. Molti fatti nella mia indecente vita mi hanno posto di fronte alla certezza che qualcosa in me sia profondamente sbagliato. Sono sempre stata accomodante e nel mio stesso atteggiamento poi nasce subito una lotta, perché la libertà, interpretata in modo pessimo, si insinua come un serpente velenoso nelle persone che mi stanno attorno. Il rimorso mi brucia, la consapevolezza che quei limiti che così tanto mi pongo per me stessa, dovrei pretenderli anche dall'Altro: litigi, urla, attacchi di panico, tutto si insegue nella stessa sequenza ogni volta. E sono convinta di aver incontrato "persone giuste" ad ogni angolo. Bravi ragazzi, tutto il necessario per rendere la situazione abbastanza reale e anche con i dovuti accorgimenti nei confronti del futuro. Visto però che posso dire che la storia si ripete, tante, troppe volte, mi ritrovo a pensare se non sia poi in fondo io il problema principale. Lascerò da parte i discors…

Le mie paure

Sono qui dentro, imprigionata,
non mi vedi?
Le paure si stanno sommando,  e si stanno avverando,  pian piano, sfiorando ancora le mie debolezze, avvicinandosi con uno scatto,  correndomi dietro, ed io non riesco più a correre, sono stanca di fuggire.

Sono qui al centro, nei tuoi pensieri,
non mi vedi?
Le paure mi stanno accecando,  e ti stanno in qualche modo cancellando,  pian piano, colpendo ancora le mie debolezze, trascinandomi con nel loro baratro,  colpendomi, feroci, ed io non riesco più a fermarle, sono stanca di lottare. 
Gli occhi,  le mani, tutto di me  sta sfuggendo al mio controllo: questa mia paura, che si è impossessata di me,  mi sta privando anche di te.

Lotta impari

Farò attenzione ad ogni cosa, prenderò nota di ogni problema sorto, calerò me stessa nella situazione,  cogliendo falle, riparando laddove possibile.
Ogni volta che metto in pratica un nuovo metodo,  mi calo nella parte, e poi, d'improvviso, crolla tutto, crolla anche quel poco che è rimasto di me, e delle mie preoccupazioni, e delle mie liste,  non resta che il panico,  la mano senza forza che ancora fisso,  ancora interrogo:
"Perché mi fai questo? Sto solo tentando di vivere la mia vita". 

Buon compleanno, egoismo (di sorelle e altri traumi)

Mentre mi dicevo quanto tutto questo fosse sbagliato, ho iniziato già a scriverti, così come ho fatto mille altre volte, evocando in me quel senso di delusione totale che provai in quei giorni, quando decisi di rompere tutti i legami con te. La verità è che tutto quello che "formalmente" si fa, almeno con me, non si riflette nella verità delle cose. Per cui ti cerco, nelle foto e nei vecchi ricordi, e mi chiedo ancora come tu possa aver fatto quello che hai fatto, come tu possa aver cercato di affossare in me ogni stupido briciolo di autostima, quella che già avevo ai minimi storici.
E lei, lei che ti vuole ancora così bene, come le puoi fare questo? Mi chiedo ancora come tu possa star lì a contaminare ogni spazio altrui, usurpare gruppi di amici e mettere te stessa al centro, così come hai tentato di fare col mio fidanzato, come se fosse stato di tua proprietà... ogni tanto mi ritrovo a pensare a quei patti di sorellanza, eravamo delle bimbe, la verità è solo questa. E io, …

Un buon motivo per pubblicare una poesia non mia

Mia sorella studiava francese e io avrò avuto sei anni (o un'età molto simile). Ebbene, la suddetta mia adorabile sorella maggiore doveva imparare la famigerata "Cet amour" di Jacques Prèvert a memoria. E io, piccola ingenua, la imparai a memoria. Lei no... ma non è un problema al momento, visto che la mia cara DoppioGeffer mi ha nominata per il contest "neknomination" o per meglio dire... "blogger'sbooknominationprisencolinensinainciusolohright" (cito dal suo blog).  La nomination mi obbliga, accettando la sfida, a pubblicare la poesia che più mi piace entro 24 ORE, specificando altri cinque blogger da coinvolgere. Nel caso la sottoscritta avesse deciso di non accettare la sfida, avrebbe dovuto regalare alla cara DoppioGeffer un libro. No, cara... non stavolta! Ora, visti i precedenti miei storici storicamente comprovati, potrei postare la poesia in lingua originale, ma non voglio assillarvi. Quindi, che traduzione italiana sia!
QUESTO AMORE
Que…

Dove sei per me

Nell'attimo di apnea prima del respiro seguente, nella pausa tra due battiti del cuore,  nel calore di due mani che ancora non si sono sfiorate, lì ti sento arrivare, 
così, da lontano, giungi tra i miei pensieri, capovolgi ogni impressione e ricominci ad amarmi come se non fosse passato altro che un istante nella nostra infinita distanza. 

L'attimo prima

Tenevo fra le mani le sue dita,  la sua mano era pesante  e lieve nello stesso momento. Quell'attimo che precede il suo riposo. Quanta bellezza per una frazione di secondo!
Quanti particolari si notano senza che sia necessario guardare l'altro dormire?
Riuscirei a descrivere con dovizia di particolari tutti gli ispessimenti della pelle fra le sue dita, e il ritmo dei suoi respiri, e la bellezza delle proporzioni del suo viso.
Chi non sa che per capire l'Altro bisogna osservarlo ad occhi chiusi...
Conosco a memoria la regolarità dei suoi esercizi mai studiati  di ritmica sulle mie mani, e la variazione impercettibile del suo respiro nell'attimo prima di prender sonno.
Parlavo sempre con lui di me, proprio quando oramai non se ne accorgeva più.
La passionalità e le sue abitudini sempre nuove, quanto fosse semplice farlo sorridere  in quel nostro piccolo mondo, quando ogni sussurro era un marchio indelebile sulla pelle
...e sapevo ancora come fosse essere la sua dea. 

L'esperta di scienza

Il corredo pronto
chiuso nell'armadio dei ricordi.
L'abito della madre
che da sempre bramava
per il proprio matrimonio.
La lista degli invitati
chiusa nel cassetto dei rimpianti.

L'esperta di scienza
sapeva tutto dei suoi desideri.

La guardai fuggire con una bimba
in braccio, gli occhi risplendevano
di un azzurro accecante,
la bimba con il mazzo di rose bianche
tra le mani.

La bimba e i suoi ricci neri,
gli occhi azzurri, il vestito candido,
quella rosa rossa sul basolato lavico.
Cadde d'improvviso, la madre accorse.
"Chiara, andrà tutto bene",
sussurrò alla bimba con la rosa rossa
fra le mani, e il vestito candido e rosso
di un dolore innocente.

Io, spettatrice inconsapevole
di quel dramma già scritto,
la guardai camminare inciampando più volte
sui suoi tacchi tra le fessure del basolato.

La donna di scienza mi fissò
per un attimo, la bimba mi porgeva
la manina piena di graffi,
"Andrà tutto bene", mi disse
piangendo.

La madre mi porse la bimba
e sc…

(Liber)Azione

E' inutile: viviamo in un mondo laddove non si insegna il valore del sacrificio e dell'impegno, dove un sorriso ammiccante ad un professore vale più di un'egregia preparazione, dove conta più il numero di battute e l'interesse suscitato tramite la propria faccia tosta che il valore reale di una persona.
Se l'abitudine alla libertà ci ha davvero forgiati ad una misera esistenza, se la società dei bisogni superficiali ci ha dato la democrazia e il modo per disonorarla, noi cosa siamo?
Potrei mettermi qui a dire cosa sia giusto e cosa no, ma tutto ciò che al momento posseggo è racchiuso nell'educazione che i miei genitori mi hanno impartito, e poche altre nozioni che su me stessa e solo così ho potuto imparare. Quindi, non sono io a poter impartire lezioni, perché non ne sono capace. Anzi, sono la calamita per antonomasia per le reazioni catastrofiche ai miei tentativi di insegnamento.
Sono solo una ragazza che ha imparato la lezione?
Forse è davvero così, sono un…

Pensieri condivisibili (oppure no)

Dall'alto del mio metro e cinquantotto cose da fare in questo pomeriggio, mi son guardata allo specchio e ho visto una vecchia ragazza.
Il mio blog anarchico e spopolato chiede pietà. Non so neanche perché lo tenga aperto, tanto sono impegnata.
Allo stesso tempo confidando le mie paure ad una certa DoppioGeffer [messaggio promozionale: VISITATE IL SUO BLOG. Sì, è UNA MINACCIA] qualche tempo fa mi ritrovai a dirle queste cose e lei col suo solito "spirito di conservazione rarità letterarie" (grazie :D) mi chiese di lasciare questa prova della mia esistenziale esistenza. Il che mi fa sentire esistenzialista. Data la profondità dei miei discorsi, mi pare ovvio!
Io non sono ironica. E questo credo si fosse capito dal mio blog. Sì, lo so... sono più emo degli emo di metà anni 2000. Ahimè, me ne rendo conto.
Vi chiedo perdono, anche se non è nello spirito del mio povero blog anarchico, ma è nelle mie corde.
Mi analizzo e mi analizzo ancora, e cerco con tutta me stessa di liber…

Distacco

Era solo un umile servitore
del mio egoismo. Così il sole dei miei giorni più bui si sedeva con me a parlare del futuro, ma da esso  perennemente si escludeva. Il crudele giorno dell'addio non piansi.  Non chiesi perdono delle mie colpe, non diedi a lui nessun segno di pentimento, né lui lo fece. Restammo chiusi nel nostro silenzio, nel legame che tra noi irrimediabilmente  si sgretolava.