venerdì 29 novembre 2013

The importance of being M.

Probabilmente non sarebbe corretto iniziare a scrivere un post con un avverbio, ma le 3 o 4 persone che solitamente mi seguono non avranno problemi. Spero. Lasciate un commento in caso contrario.
Sono chimicamente poetica perché... ci pensavo proprio oggi, preparavo un campione NMR per l'ennesima reazione e pensavo, e pensavo: 'perché?'
Così ho riflettuto un po', rimaneggiando quello spettro col software che odio, che tutto in me si riflette in almeno un miliardo di sfaccettature diverse, così il mondo, così tutto. Non che stia scrivendo niente di nuovo, ma come le canzoni dei Beatles, i dubbi (i miei) sono sempre all'ordine del giorno. Un grande classico intramontabile.
Sono ironica perché... no, non sono ironica, sono acida, e talvolta qualcuno decide di ridere della mia acidità. L'autocommiserazione è il mio pane quotidiano, e mi dovrei occupare di qualcos'altro, voi direte, e avete ragione. Ma in questo mio pezzo di 'etere' - non riesco a scrivere etere che penso 'quale etere' quindi, dicevamo, in questo mio pezzo di internet - posso non essere la solita stakanovista e vivere un po' il mio (molto poco sano) egocentrismo in santa pace. 
Io mi porterò il lavoro a casa fino alla morte e quando avrò finito di lavorare inizierò coi lavori di casa. Questo è il mio posto. Me lo devo continuare a ripetere per essere più tranquilla, benché i miei molti dubbi e le molteplici altrui critiche mi abbiano disfatto l'autostima.
Questa è la mia terapia per tutto ciò che sto affrontando. E no, non ho solo problemi con lui.
Questo è il mio piccolo posto tranquillo in cui sfogarmi. Scrivi un file Word, M., sarebbe tanto difficile? Quello lo scrivo per altro.
Sono chimicamente poetica perché la mia vita è sempre stata musica-poesia-arte-arte-poesia-musica fino a che non ho frequentato uno stupido stage di due giorni e la chimica è diventata... tutto.
Insieme alla mia musica-poesia-arte. E al mio stakanovismo.
Il che produce una stilosissima (credici) donna chimico un po' retrò col gusto per il vintage che lavora con i Franz Ferdinand come sottofondo per ordinarie reazioni e conseguenti purificazioni. Poi si scassa tutto alla purificazione ma... non ho mai detto di essere perfetta. Stilosissima sì. Stakanovista, dipende. Almeno ultimamente.  
In questo mix un po' decadente e sicuramente schifosamente hipster mi ritrovo in una città non pienamente mia ma in cui non mi sento la solita emarginata. Posso dire quanto questo sia strano? Lo è.
In un certo senso quello che percepisco è quanto il distacco inevitabilmente mi stia facendo comprendere chi sono veramente. A tutto tondo. Come se fino ad ora mi fossi vista con occhi di altri e ora... ciao M.! 

Mi vedo.
Can you see me?  

martedì 26 novembre 2013

Un'altra utopia

Non so scrivere.
Nei miei perenni contrasti
non c'è poesia.
Non c'è bellezza
nell'infinita stanchezza.
Non c'è sincerità
nella stupida franchezza.
Solo cattiveria,
nulla più.

Per quell'abbraccio
che inutilmente ho bramato,
per le rose che non ho chiesto,
per le parole che oggi sono vuote,
perdonami.

Per l'allegria che non fa parte di me,
per il vuoto che ho lasciato,
per le mie frasi spezzate a metà,
per le tue frasi che oggi sono troppe,
ignorami.

I tuoi metodi razionali...
sono solamente un'altra utopia.

giovedì 21 novembre 2013

Ironia della sorte: non sarà un post poetico

Ho sempre negato a me stessa anche la sola idea di intraprendere carriera universitaria.
"Se tu avessi le capacità, non avresti comunque le raccomandazioni necessarie"  [cit.]
Succede che, quando scegli un relatore per la tua tesi triennale, dopo un percorso disastroso non per mancanza di studio, ma per mancanza di "calcio in culo giusto" da "persona giusta" alias raccomandazione, scegli una persona che ne ha passate di tutti i colori e ha fatto una gavetta coi controcoglioni. Succede che ti fidi di quella persona a tal punto da confidare tutte le tue insicurezze a livello universitario, studio, futura carriera, ecc... e la risposta è la frase sopra citata.
Succede che hai perso un anno, e non hai fatto la primina.
Succede che decidi di partire per la specialistica/magistrale/specializzazione, e lo annunci ad un mese dalla laurea.
Il resto è storia. Sono e sarò sempre fiera di come sono andate le cose e di come ho lasciato libero di volare alto il mio orgoglio di donna-chimico. Le facce basite sul gran figurone fatto alla discussione della mia tesi ve le lascio solo immaginare. Sono e sarò sempre fiera delle facce dei commissari alla seduta di laurea. Facce basite (detto di nuovo!), sconvolte... come poteva una come me aver fatto un lavoro così eccellente?

Milano, 11/11/2013
Il destino ha deciso di farmi un regalo per il mio onomastico. Trovare un articolo che ricopiava fedelmente tutte le procedure sperimentali della MIA tesi. Con un lavoro continuato e ampliato.
Come proprio io avevo deciso di fare per la mia NUOVA tesi.
Come proprio io avevo pensato fosse giusto procedere.

Ironia della sorte, non sono per nulla stupida.
UNA COME ME esiste solo per far mettere firma a qualche professorone su un lavoro da me svolto?


No, mi spiace... avete sbagliato persona.