giovedì 31 ottobre 2013

Un cuore e una capanna

Una goccia, due gocce... mille e mille volte mi sono soffermata a guardare le gocce appiccicate al vetro, per mille e mille ragioni chimiche che ora non ho voglia di spiegare. E' stato un periodo piovoso, sfortunatamente non solo fuori dalla mia finestra.

L'anello troppo largo, il mio cuore che qua dentro ci sta stretto.

Perché mi capita di scrivere in questo modo? Non lo so - e, ancora più grave - non mi interessa.
Mi piace interrompere il discorso coi miei pensieri non parafrasati, come fosse uno squarcio nel mio cervello. Mi piace, mi piace davvero tanto. 
A volte è un po' come una droga, scrivere, altre è davvero difficile. Che tu, proprio tu, non abbia come primo istinto per comprendermi, la smania di venire a spulciare un po' in questo mio piccolo angolo mi ferisce. Parlavi sempre di quanto fossi complicata, e questo, te lo assicuro, è l'unico posto in cui perdo il mio tempo ad analizzarmi.
Mi trucco sempre alla stessa maniera, mangio quel tanto che mi serve, mi lavo, mi vesto, esco di casa. Ogni mattina la stessa storia. So io cosa mi mancherebbe... te, accanto.
E scriverlo qui, per me, così, ora, col sole che schiaffeggia me e la mia cupa attitudine, è decisamente strano. Anzi, è STRANO. Rendo l'idea? Forse non abbastanza. 
Mi sono fermata a prendere un caffè fuori con una collega, mi andava. 
Mi ritrovo molte volte troppo sola perfino per riuscire a studiare, così, andando più a fondo mi sono finalmente resa conto di quanto tutto questo oggi mi appaia inutile. Ti voglio qui. Ti voglio con me.
Non è più neanche una questione di rabbia. E' una certezza. 

Sarò mai abbastanza importante da giustificare qualcosa di più di un semplice 'mi manchi'? 
M. 

3 commenti:

  1. Perdonami l'intromissione in questo post.
    Mi ha colpito il titolo, ho cominciato a leggerlo e mi è venuta voglia di risponderti, ora la mia osservazione, forse, sarà un po' ovvia (e di questo mi scuso) suppongo che tu e il tuo lui viviate una storia a distanza, in questo caso non hai pensato di dedicargli le tue parole con una lettera?
    Hai già raccolto molti dei tuoi pensieri in questo blog, sarebbe facile ordinarli e scriverli in una lettera. Così il messaggio arriva dritto dritto nelle mani del destinatario, senza sperare che sia lui che se lo venga a cercare!


    Mi sento un po' CapitanOvvio della situazione ^__^ Ciao!!


    Fosca

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  2. Beh, un po' ovvia è, ma non c'è problema. Sono concetti su cui già ci siamo confrontati molto, anche senza lettere, quindi sì, sarebbe utile, ma è un problema già superato. Non ti capita mai di voler comunicare nei momenti brutti? Sfogar tutto e via? Ecco, certe volte mi capita così. Il mio blog lo uso un po' troppo senza filtri (lo penso sempre) ma... avendomi scritto credo che ti piaccia leggere i miei stralci di vita. Grazie del consiglio, comunque!

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  3. Io vedo il blog come la possibilità di scrivere un diario interattivo, che non sta lì passivo a prendersi i fiumi di parole e a lasciarli cadere nel dimenticatoio,è un elemento "vivo" che a volte ti risponde anzi fa sì che chiunque ti possa rispondere!
    E' tuo e lo usi come meglio credi, io sono solo di passaggio :)

    Ti ho letta e ti ho commentata perchè un po'mi sono rivista nella scena che racconti, mi sono fatta quella stessa domanda tante volte e mi sono ritrovata tante volte, come dici tu, a confrontarmi, a superarlo ...
    e a domandarmi nuovamente se fossi importante abbastanza per...
    A volte parlare non basta, tu parli ma dall'altra parte non sai se ti ascoltano, se danno il giusto peso alle tue parole o semplicemente non sei chiara come vorresti. Per me il messaggio scritto arriva meglio a destinazione, tutto qui.

    Sì, nei momenti brutti tutto mi va bene per sfogarmi: blog, diario, pezzi di carta (che puntualmente perdo) e se in quei periodi, per sua disgrazia, incontro qualche collega, gli faccio diventare la testa grossa come un pallone :D eheh

    Buona scrittura e buon tutto
    :)

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