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Routine e futuro (in doppia copia)

Amo la routine. 
Voglio scadenze, voglio orari, voglio regole da seguire. 
Limiti in cui stare. Mi ci trovo bene. Mi calmano. Placano tutto... tutto il resto.

Mi perdonerà Oscar Wilde con le sue teorie sulle "scrivanie ordinate" (parafrasate all'infinito su tutto lo spettro di aspetti, oggetti e abitudini), anche se credo fermamente abbia ragione. Mi godo l'attesa di tutta questa accozzaglia di niente, anche se piena di impegni universitari.

Non vedevo l'ora che arrivasse l'autunno, ansiosa di quegli odori che solo l'autunno sa offrire, con quella luce un po' malinconica che... semplicemente, ci sta.

Così, piena di desideri da esaudire, attendo di poterli raggiungere passo dopo passo, aspettando quei passi che ci separano (sì, al plurale) da un qualcosa di puramente Nostro che non possiamo fare a meno di sperare.

Un anno fa, stanca della mia routine del "niente", stanca di un ambiente che mi soffocava a livello intellettivo, ho preso una decisione, ho fatto una scommessa con me stessa pagando 30 € presi direttamente dai miei risparmi, promettendo in primis a me stessa, che mi sarei laureata. In un venerdì di novembre, finalmente,  è successo, contro le aspettative di... diciamo un bel po' di gente.

Devo ancora tener fede a quella scommessa. Per me stessa, sempre e comunque.

Ricominciare quella routine che tanto amo.  E conquistare qualcosa che ha molto più valore di un titolo... la "nostra" vita. 

M. 

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