venerdì 6 settembre 2013

Regolare incognita

Le cime degli alberi sfiorano
il roseo tramonto: nel buio dei pensieri
riaffiora il tuo ricordo.
Il biglietto lasciato sul tavolo,
vicino a quaderni, conteggi e ipotesi, 
così emerge dall'accozzaglia di rumori
che tutto questo tumulto in me diffonde.
Come un'onda si propaga regolare,
frenata come in un fluido dalle mie ragioni
e dai tuoi limiti.
Si era insinuata in me in un pomeriggio caldo,
nel proseguire dell'autunno era cresciuta, 
assopita però dal frastuono di ciò che all'esterno
stava accadendo: il tumulto di chi aveva capito
che non stavo più giocando, e così cercava
di frenarmi.
Ho lasciato il pensiero vagare sinuoso 
nei miei deserti e l'ho lasciato morire di stenti.
Il tuo ricordo riaffiora ora che per me 
è già morto. 
Era ancora lì.
Eri ancora qui.
Sommerso chissà in quale delle mie pile 
di recriminazioni e sogni.
Ma non puoi star qui, non ti è permesso.
C'è solo questo tramonto.
Il cielo mutevole, solo questo può cambiare. 

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