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Pagine di un diario mai cominciato

C'era qualcosa di strano negli occhi di quell'uomo, che mi stringeva le spalle in modo così delicato, offrendomi un passaggio verso casa. Qualcosa che mi avrebbe accompagnata per anni, insieme al terrore di poterlo ferire. C'era un mondo che sapevo solo io - fino a quel momento - di poter cogliere. 
Nessuno si pose mai la domanda... la sola domanda che ci si sarebbe dovuti porre. Al posto mio, per me, non ci sarebbe potuto essere nessuno. La fragilità dei polpastrelli quando sfioravano i miei. Il leggero brivido che provavo ogni volta che mi sussurrava di essere solo sua.

Dicono che potrò avere una vita del tutto normale, nonostante le sei pillole che prendo ogni giorno. Dicono che questo è "normale", che è una fortuna, anche se continuo a sentirmi più debole ogni giorno che passa. Ma d'altra parte, meglio che logorarmi ancora. Dicono che il decorso delle malattie autoimmuni si può solo rallentare. Ma che mi facessi antipatia da sola, lo sapevo già da tempo, la mia salute è solo l'ennesima conferma.

Mi prendevano sempre in giro perché non ero atletica o portata in generale per lo sport. Ho rischiato grosso una volta che volevo dimostrare di saperci fare e mi è ceduto un polso durante un esercizio alle parallele. Ho rischiato davvero tanto. Se solo potessi dire perché mi è ceduto il polso... se solo potessi spiegare questo e tanti altri episodi...

Diceva che certe cose non le potevo mettere, diceva che non erano adeguate al mio fisico, che mi avrebbero fatta stare peggio. Prima che si scoprisse tutto questo, prima che risultasse evidente che non era un mio capriccio. Ma nel frattempo ho passato troppo tempo a chiedermi se fossi davvero adatta a tutto quello che mi si chiedeva, nel mio ruolo. Se davvero potessi risultare "abbastanza".

Il mio nervosismo è così onnipresente che faccio fatica a credere ai rari casi in cui mi sento calma, così da ridiventare vittima dei miei nervi. Mi chiedo come io possa continuare a rivangare tutto, mi chiedo come io possa sempre rovinare tutto. Mi chiedo sempre troppo, mi lascio buttare giù quasi da tutto, e tendo ad alzare il volume della mia voce e la posta in gioco, sempre di più. L'autostima crolla, le capacità di intendere anche. Sono un disastro.

Ho bisogno di una vacanza... da me stessa. 

M.



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lì ferma in un angolo ad osservarti
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