lunedì 5 agosto 2013

Ad un angelo di natura più che terrena

Così resterò a guardare i tuoi occhi azzurri
di bambino, non pensando ad altro
che al tuo essere come un figlio per me.
Di ogni impressione o sguardo tu fai poesia
senza saperne il significato.
Come se di me qualcosa ti fosse rimasto,
nonostante l'immensa distanza.
Della tua intelligenza quasi ho invidia
sebbene essa non sia colta o compresa del tutto.
Ho i tuoi occhi piazzati in mezzo ai miei pensieri
così come quando ti ho preso in braccio
per la prima volta, e ho sentito che ti avrei protetto
da tutti i soprusi e le illusioni che io ho subito,
per te tutto sarebbe stato diverso.
Così come quando con la tua minuscola manina
hai stretto le mie dita, ho sentito che per me
saresti stato più di qualsiasi concetto avessi mai espresso
a parole, senza esporlo, senza esporti a inutili
vanti; ogni giorno ti avrei protetto
da ciò che il mondo ti avrebbe obbligato a vivere.
Ho visto fin troppe volte il mio ruolo sminuito,
usurpato da mille regali di cui ancora non puoi capire
l'estrema vacuità.
Ma la tua gioia per il mio ritorno
è stata il miglior regalo e la miglior spinta
che potessi ricevere per sentirmi nuovamente viva.
Sarai sempre il tesoro ritrovato della mia vita,
il figlio maschio che forse non avrò mai,
ma la mia promessa è che mai ti farò sentire di troppo,
mai ti metterò da parte, mai ti richiederò un'attenzione,
se non vorrai esprimerla di tua spontanea iniziativa.
Respira la tua vita, piccolo mio...
Sarò sempre con te.

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