venerdì 5 luglio 2013

Favole

Per molto tempo mi sono sentita dire che la mia testa era piena di favole. Un mondo dove si poteva vivere di poesia ed arte. Così quando ho scelto la carriera di chimico devo aver lasciato basito almeno un buon terzo delle mie conoscenze. Cos'è la chimica se non una forma un po' diversa d'arte?
Le reazioni, quando si dice di essere laureati in chimica, sono di solito due:
- "Mammamia, difficile! E sei ancora viva?"
- "Ah, non è che mi spieghi perché devo prendere il farmaco X?"
E invece, nessuno riflette sull'arte che c'è nel decidere di sostituire ad un gruppo funzionale un altro, alla ricerca di quel giusto mix di idrofobicità e lipofilicità che non renda inutile l'assunzione dell'adorato farmaco X.

Per molto tempo ho sentito la mia scelta inutile, perché non era stata compresa nel modo in cui avrei voluto fosse compresa... ma per certi versi è proprio la mia favola ad essersi avverata.
Adesso mancano dei piccoli elementi a fare funzionare il tutto, ma ce la farò.

M. 

Nessun commento:

Posta un commento