mercoledì 31 luglio 2013

...e io credo nelle favole!

Si passa troppo tempo a pagare bollette e fare conti. E' così... che nessuno neghi l'evidenza: non è aria. Di fronte a chi mi spinge ad essere concreta, a volte non riesco ad opporre nessuna spiegazione valida per avvalorare l'ipotesi che... ci vuole qualcosa che concreto non sia.
Non capisco più quale sia il tempo giusto da attendere per avere la concretezza nell'irreale più totale.
Per nascere ci vogliono un uomo e una donna che facciano qualcosa che, secondo me, di reale e concreto ha ben poco. Può essere più o meno profondo l'animo di una persona, ma il "benessere" dovuto ad un atto, seppur fisico, non è concreto. Non è concreto lo sguardo di un uomo che ti trasmette tutto l'amore che ha dentro di sé. Non è concreto il battito del cuore.
Non è concreto nulla se non l'ammasso di numeri che ci rovina la vita. E forse, neanche i numeri sono concreti. Gli effetti di quei numeri però, lo sono. In questo periodo di crisi ne abbiamo la certezza un po' tutti.
Devi avere abbastanza soldi per comprare una casa, perché altrimenti l'anticipo al notaio... eh, sì però qualche altro spicciolo per i mobili... e il contratto a tempo indeterminato, altrimenti il mutuo!
La vita è uno schifo. Almeno quella che sto vivendo.
Ho la certezza di volere qualcosa che non si può avere. Ho troppe certezze e vorrei sapere cosa il destino o qualche divinità lassù ha in programma per me e per... chi per me.
Vorrei svegliarmi domani e poter dire che ho quello che serve concretamente per attuare un progetto che non è un progetto ma il più profondo dei desideri. Vorrei sapere come si fa a credere che nella vita ci siano solo numeri, e, allo stesso modo, vorrei sapere come vivere senza quei numeri che ci assillano.
La Vita è altro.
Di certo non è necessaria una setta di figli di papà per comunicarmi tutto ciò, né un capo di banca, né un segretario di stato.
Me lo comunica lo sguardo vispo di un bambino, la complicità di due sposi, un amore seriamente concretizzato. Che sia chiaro... è una favola, ma per me la Vita è questo.
State tranquilli, dato che tutto è governato dalle leggi della Fisica e dalle ragioni della Chimica... è tutto scritto. Il Destino esiste, esiste la Vita... ed esiste tutto ciò che il cosiddetto mondo "reale" ci vieta di vedere.
Siamo noi a dover spalancare gli occhi e il cuore.

M. 

lunedì 22 luglio 2013

La scienza degli opposti

In questo gioco
di caleidoscopi, i nostri riflessi
l'uno contro l'altro si mescolano.
Gli opposti, che si frappongono
nel nostro gioco di diagonali
e vite sospese, si infrangono 
come onde, sugli spigoli vivi 
delle nostre convinzioni.
Così chiara è la luce 
della nostra tremenda impurezza
che quasi il fiato mi manca 
per descriverne il calore. 
In punta di piedi cammino al limite
dell'infinita incertezza,
che mi dona forza e sicurezza.
In questo gioco di diagonali e delicati
equilibri di gocce d'infinito,
siamo legati come se il domani 
fosse un teorema fondato su ipotesi
che non è necessario verificare. 
Non c'è una fine in questa dimostrazione,
ogni giorno è la sorpresa della certezza
delle fondamenta di qualcosa
che inevitabilmente è stato ben costruito.
Inspiegabilmente,
a nostra insaputa. 

martedì 16 luglio 2013

Risveglio dall'incubo

Lui mi guardò con sospetto
quando glielo dissi
stranito e stupito
ancora perso tra le mie braccia
immaginando chissà quale
sortilegio
o ancora quale inganno:
sorrise e non disse nulla.
Io lo amavo,
che strana storia la mia.
Ci mise un po’ a capire
che le mie non erano solo parole
ma fui fiera della sua prudenza
perché io stessa ancora non me lo spiegavo
mentre sorridevo
specchiandomi in qualcuno
così diverso da me
così diverso da chi in passato
avevo creduto di amare.
Ed ora qui,
io e te siamo presi
da questa vita così crudele.
Ancora non crediamo.
Ma come potremmo?
Io stessa ancora riesco.
È il risveglio dal mio più lungo
incubo
tu che mi hai stregata,
non fuggire via da me.
Non lasciare questa bambina
troppo cresciuta
rovinare ciò che siamo.
Verso per verso
si costruisce una poesia.
Giorno per giorno
una storia duratura.
Tenendosi per mano
in silenzio
o fra gli schiamazzi
si prendono le redini
di questa vita
così crudele
ma che l’amore
mai potrà cancellare
ma solo arricchire.
Perché in questa vita
ben poche cose ho capito.
Ma l’amore
può cambiare tutto.
E m’ha risvegliata.
Tu mi hai portata via dall’incubo.
Tu mi hai dato la forza per rinascere.
Al mio G. 

sabato 13 luglio 2013

Tutte le mie ragioni

Ci ho messo un po' ad elaborare il tutto. Perché quando passi così tanto tempo con una persona, il voler bene diventa fondamentale e l'essere tradita nella fiducia che hai riposto così ciecamente rinnega ogni possibilità di ritorno sui tuoi passi. Dovrei parlare alla prima persona singolare, ma siamo sempre state uguali, nel bene e, ahimè, nel male. Quindi parlare a lei col "tu" è praticamente indifferente rispetto al riferirmi a me sola.
Ho buttato un'amicizia decennale, l'ho distrutta, ho offeso tutto ciò che a parole mi era concesso offendere... ma c'è un motivo.
Ho sperato e aspettato per circa due anni e qualche mese affinché fossi finalmente ascoltata... ma quando l'orgoglio e la convinzione che il proprio comportamento sia corretto prendono il sopravvento su di lei, non c'è nulla da fare. Ho parlato chiaramente una volta... non è servito.
Ho lanciato messaggi subliminali per due anni, non è servito.
Sono stata ferita, tradita, ripetutamente presa in giro, offesa, sottovalutata.

Non c'è niente di male nell'amicizia con lui... gli voglio molto bene.
Se questo non significasse perdere il conforto della tua migliore amica, sarei d'accordo.

Non è necessario vedere del marcio in tutto...
Ho negato a me stessa ciò che vedevo, mi sono accecata volontariamente, ma quando poi senti dire certe cose da persone estranee a tutta la situazione, inizi a crearti qualche problema.

Dice mia madre che il male non sta in coloro che il male lo fanno, ma in quelli che ne traggono giovamento. Ma è rimasto con me... e mi ha dato prova della sua fedeltà.

Ho offeso più di quanto avessi mai offeso in vita mia, perchè ho ricevuto molta più sofferenza di quanta ne avessi provata in 24 anni. Da chi mi conosceva di più... e questo fa male.
Che ogni parola spesa per me non facesse altro che colpire le debolezze che lei conosceva, che avevano bagnato le mie guance di lacrime che lei stessa aveva asciugato in troppe occasioni.
Che ogni atto fosse mirato a far notare le mie mancanze, che ogni confessione da parte mia fosse corredata da un suo giudizio negativo, dall'esaltazione dell'ineccepibile comportamento di lui, dalla negazione di qualsiasi mio ruolo positivo nella coppia... dal mio essere essenzialmente indegna, dal suo essere la persona più adatta, perché lo conosceva, era uguale a lui.

Lo chiamò "il suo G."
Qualcosa di me morì in quell'istante, qualsiasi fiducia avessi riposto in 13 anni.
Improvvisamente tutto prese il suo posto in questo puzzle crudele... si era smascherata da sola.

Non è vero... raccontalo a chi chiami "sorella" senza capire cosa voglia dire. Per me non c'è più nessuna sorellanza, non c'è nessun legame che valga la pena salvare.

Ho trascorso mesi insonni nella mia camera in affitto, tra attacchi di panico e pianto, crisi isteriche e labbra morse per non urlare dal dolore alla testa così forte che... tutto è esploso.
Il mio cuore... esiste?

Il tuo silenzio fa male perché non hai neanche voluto negare.
Non ti stai comportando da "signora"... mi stai solo aiutando a comprendere che avevo ragione.
Mi stai dicendo che hai paura, che ho colpito e affondato in ogni frase da me scritta in quella lunga e terribile lettera. Mi dispiace per la mia cattiveria, ma dovresti seriamente farti un esame di coscienza. 

M.


mercoledì 10 luglio 2013

Allegro, grigio mondo

Ogni strada d'asfalto
che ho attraversato
è stata un tremendo richiamo
al mio ritorno.
Ogni cosa nell'allegra e grigia
città mi richiama 
al vecchio mondo colorato e triste.
La realtà che così si è dischiusa
ai miei occhi
è stata dipinta in tanti modi
così opposti alla vita che io vedo:
vita che scorre ovunque
e che mi accompagna.
Ogni giorno è una scoperta,
dicono in molti, che però fermi
restano nella propria mediocrità.
Sono andata via da quei pensieri
fuggita via dall'immagine
che mi avevano attaccato sul viso.
Al posto mio, un alter ego 
che non ha nulla a che fare con me.
Dove sono finita?
Chi lo potrà mai dire,
i giorni sono fatti per cambiare
e le notti per sognare di volare.
Parte dei sogni s'è avverata
la restante mi deve ancora rincorrere.
Siamo i sogni che noi decidiamo di essere...
Shakespeare non me ne voglia:
ho bisogno di sognare. 

domenica 7 luglio 2013

Luogo sconosciuto per anime perse

Ci siamo scritti a lungo
e lasciati andare.
Per molto tempo abbiamo guardato
insieme il sole.
Per molto tempo abbiamo perso sogni
e glorie, di fronte al tempo
di cui non abbiamo mai goduto.

Sono una ragazza che scrive
d'amore, quello che vive
e quello che ha perso.

Di ogni esperienza ho scritto
per ore, in quel posto del mio cuore
così lontano dal mondo reale.

Io e te, e chiunque sarai
in questo mondo parallelo
e a noi sconosciuto.

venerdì 5 luglio 2013

Favole

Per molto tempo mi sono sentita dire che la mia testa era piena di favole. Un mondo dove si poteva vivere di poesia ed arte. Così quando ho scelto la carriera di chimico devo aver lasciato basito almeno un buon terzo delle mie conoscenze. Cos'è la chimica se non una forma un po' diversa d'arte?
Le reazioni, quando si dice di essere laureati in chimica, sono di solito due:
- "Mammamia, difficile! E sei ancora viva?"
- "Ah, non è che mi spieghi perché devo prendere il farmaco X?"
E invece, nessuno riflette sull'arte che c'è nel decidere di sostituire ad un gruppo funzionale un altro, alla ricerca di quel giusto mix di idrofobicità e lipofilicità che non renda inutile l'assunzione dell'adorato farmaco X.

Per molto tempo ho sentito la mia scelta inutile, perché non era stata compresa nel modo in cui avrei voluto fosse compresa... ma per certi versi è proprio la mia favola ad essersi avverata.
Adesso mancano dei piccoli elementi a fare funzionare il tutto, ma ce la farò.

M. 

mercoledì 3 luglio 2013

Nei miei "Mai" e nei miei "Se"



Vorrei avere un attimo per dirti tutto quello che ti dovrei dire da un po'. E' così difficile che quasi mi manca il fiato. La vera certezza è che resterà ignoto all'unica persona che lo dovrebbe sapere. Sembra una canzone di quelle tristi che sentivi sempre, di quelle che facevi ascoltare anche a me in quei pomeriggi di sole d'inverno. Però capivo perché me le facessi ascoltare, e ascoltavo i tuoi silenzi ed i tuoi sguardi, e restavo poi sola, fra me e me a rimuginare, dentro a quelle pareti che non sentivo mie, non quanto sentissi miei quei pochi momenti insieme tra un mondo e l'altro che si aprivano a noi. Siamo sempre stati contesi da quei mondi e non ci siamo mai trovati, davvero, sinceramente. Siamo stati sempre a un passo dal dire tutto quello che doveva essere detto e non l'abbiamo fatto mai. Così a volte, ascolto quelle canzoni, e tengo con me la tua assenza.


Tanto ormai, questa fa parte di me più di quanto lo faccia tu.

----------------------------------------------------------------------------
C’è qualcosa che voglio più di ogni altra:
trovarmi dentro ad un tuo sogno
e dirti parole che non ti ho detto mai.
Tutto ciò che è successo
non è un sogno; la realtà
delle cose mi lascia con strascichi
di rimorsi.

Il gelo non è una sensazione
ma una certezza,


la solitudine non uno stato
ma una carezza.

Non cerco i tuoi difetti ma li amo.
La musica mi ha lasciata
in un mondo ovattato.
Sento un sussulto ma non sei tu.
Le tue mani.
Il tuo calore.
Non ci sei.

La lampadina s’è rotta
ma non è il vetro a far male.
È caduta una foglia
ma non è il vento ad urlare.

Sono sola.

Perché


Chiedimi il perché dei miei silenzi
Chiedimi perché i miei sogni
Sono per me già infranti.
Guardami sognare ancora
Guardami sognare ancora
Ciò che non sono mai stata.
Ama ciò che sono,
vivi la mia imperfezione,
soffri per un mio sbaglio.
Ti chiederò sempre e solo di amarmi
Ti chiederò di non lasciarmi andare
E di dirmi ancora "qualcosa".
Sono i nostri sogni a farci grandi,
le mille paure che hanno tormentato
la nostra infanzia.
Ama ciò che sono,
vivi l'amore che ho per te,
gioisci di ogni mia risata.
Ti chiederò sempre e solo di volermi,
ma se mi vorrai ogni nostro gesto
colmerà il vuoto dell'infinita distanza.

martedì 2 luglio 2013

Lo sguardo sorpassa le righe e le pagine


Lo sguardo sorpassa le righe e le pagine
Immersa nel mare dei ricordi
Vago con certezza
Paesaggi e venti che mi accarezzano
Come musica mi accompagnano
Nel vortice dei pensieri
Come dita che si sfiorano
Nel buio di una notte come altre
Che si sfiorano prudenti
Nell’innocenza
Che sembra non sia stata mai persa
Stai fermo nei miei deserti
Tra i dolci colori della giovinezza
Tu e il tuo essere uomo fino in fondo
Tu uomo di profilo
Che mi guarda di sfuggita e di me tutto coglie
Che mi conquista lontano da me chilometri
Centimetro per centimetro
Nella distanza di cuori infinitamente legati
Di chi l’innocenza se l’è presa reciprocamente
E mai l’ha veramente persa.

Non è la prima volta ma...

"Sono quella che sono..." narrava Prèvert in una sua poesia che tengo sempre con me. 
Ci ho provato. E varie volte. Mi sono messa d'impegno ed ho iniziato un blog. Che nessuno ha mai letto ma non mi è mai interessato molto. So che ho tanto da dire e ho bisogno (è un bisogno quasi fisico) di sfogarmi.

Questo sarà un blog di poesie.
"Sì, poesie..."
Le mie poesie.
"Sì, mie"
E dato che la poesia non ti procura da mangiare, ma è ciò che mi ha resa la persona che sono oggi, le pubblicherò qui. 
E magari sarà solo un mio piccolo angolo di mondo, con errori e strafalcioni da prima elementare... c'est la vie. Questo posto è solo mio. 

M.