lunedì 20 marzo 2017

sfogo del periodo

Li leggo gli sguardi della gente. Chi mi squadra dall'alto in basso - non che ci voglia molto data la mia "altitudine" - chi mi fa la radiografia ogni santo giorno ma dice in giro che non sono granché, chi mi ritiene saccente, chi pensa che essendo meridionale io abbia un quoziente intellettivo automaticamente più basso, chi ignora qualsiasi mia richiesta ritenendola a priori errata... e li guardo, sfilare dall'alto delle loro posizioni strategiche, giudicarmi, addebitarmi colpe non mie, ignari di quanto faccia realmente, ignari di quanto possano farmi male, ignari di quale bagaglio di vita io porti il peso o di cosa mi abbia portata qui, a vivere, giorno dopo giorno, nella loro misera realtà che per me è oro, guadagnandomi giorno dopo giorno il pane che mi metto in tavola da sola, essendomi costruita da sola, chiedendo il permesso, pur avendo il diritto di stare dove sto, essendomelo guadagnato, giorno dopo giorno con il mio lavoro. Mi sento di troppo almeno 10 volte al giorno, e per queste 10 volte almeno altre 10 mi sento dire che non si può vivere senza di me. Niente più ha senso. Riuscirò mai nella vita ad essere accettata per quella che sono, davvero? M.



venerdì 10 febbraio 2017

Nonostante noi

Davanti a tutto quello che la vita ci pose come ostacolo
Rimasi come illusa, che tutto ciò che avevamo
potesse avere un senso che io e te non avremmo mai compreso.
Amando e sopportando rimasi con te
Fino a che non fu palese il mio inganno
Fino a che le lacrime non mi misero di fronte al fatto
Compiuto, e di lacrime e pioggia mi nutrii fino a che non mi salvasti ancora.
Mi desti un ultimo bacio mentre guardavo altrove
E restavo immobile di fronte al disastro che riuscivo a presagire
Il fardello di una vita che poco a poco mi mostrava cosa significasse vivere
Amare sognare ritrovarsi  e mai perdersi,
nonostante noi.

domenica 22 gennaio 2017

Last whispered song

Che resterò come una canzone sussurrata
come tutte quelle che cantavamo insieme mano per la mano
te lo prometto con le lacrime agli occhi.
Che le stelle smetteranno di urlare la bellezza dell'inverno
dell'aria rarefatta e dei nostri abbracci
te lo giuro su ciò che ho di più caro.
Che le nostre tracce non resteranno sulla sabbia
memori di estati fuggenti e gioventù persa
lo garantisco sulla casa che non abbiamo mai abitato.
Come piccoli frammenti o graffi o baci sfiorati
il brusio va scemando nel gelo della lontananza
resto sola sul ciglio delle strade che non abbiamo mai percorso insieme
colpevole come amo negare di essere.
Mentre il piano scordato ci saluta con un requiem 
mentre le chitarre non ci accompagnano più all'altare
mentre le note scorrono ignorando
che qui è passato un uragano.

Che resterò come una canzone sussurrata
come tutte quelle che ti cantavo mentre dormivi
te lo prometto con le lacrime agli occhi.

domenica 15 gennaio 2017

Sweet dreams, bad dreams, nightmares

Non c'erano confezioni regalo che si meritasse. Era già tutto uno strano susseguirsi di avvenimenti, quell'ultimo periodo. Si era agghindata come sempre, come un primo giorno di scuola. Una parte di sé sarebbe rimasta sempre diciassettenne. Lo era sempre stata.
Due su tre. Forse qualcosa in più. Possibilità che il regalo gli piacesse... Totali.
Gli aveva preannunciato che sarebbe rimasto stupito dalla sua ottima memoria. Sapeva che sarebbe andata così. Che avrebbe apprezzato in silenzio. Tenuto a bada, come sempre, ogni barlume di reazione. No, non capiva cosa ci fosse al tempo.
Aveva in mente molte cose, forse troppe. Nella sua totale disillusione che qualcosa potesse realmente cambiare, avanzava senza speranza alcuna verso di lui, verso il tuo solito cantuccio, abitudinario come sempre, bello, forse no, intraprendente, quello sempre.
Non l'aveva più guardata negli occhi, non le avrebbe mai più dato modo di esprimersi.
Gli aveva detto di non esserne più uscita, era rimasto impassibile, mosso da una freddezza innata, come quella della sua abitudine a restare nella sua vita esteriormente perfetta, nel suo mondo ormai consolidato, piantonato nella vita di quella povera donna, sempre e comunque.
Restava di loro quella complicità, un po’ più di una sana e robusta finta indifferenza, costruita in mesi di convivenza, fianco a fianco, giorno dopo giorno, e poi in una camera d’albergo schifosa, in una città dormiente, sopra ad un letto disfatto, in una notte che l'avrebbe cambiata.
Non capiva chi o cosa avrebbero dovuto portarle pace.
Non lui, non la sua falsa indifferenza.
Ma ricordava esattamente cosa li avesse portati a quel momento.

domenica 1 gennaio 2017

La risposta

Primo gennaio.
Post sbronza.
Post notte quasi insonne.
Post non so cosa.

A lavoro tutto ok? Sì, come sempre.

***
Cosa resterebbe di un lungo bacio di addio
se le lacrime non continuassero a scendere copiose
e il freddo ci gelasse le mani ma non il cuore?
Se le tue braccia smettessero ora di stringermi
se i miei anni non fossero più un peso
se il nostro futuro non fosse più così poco roseo
se io ti amassi come ti meriteresti.
Cosa resterebbe delle nostre mani
adesso vuote,
dei nostri sospiri, 
ancora sospesi,
delle nostre notti senza tregua?

Ti amerò, ti amerò ancora
anche se dovessi illudermi di amare altri.

***